Fotovoltaico sulla Luna? Il Giappone e la NASA ci credono: lo strepitoso progetto della Shimizu Corporation

L'energia solare ha conquistato il mondo e ora vuole spingersi ancora più lontano, oltre le frontiere dello spazio. Nel 2010 infatti, un'azienda Giapponese ha svelato l'intenzione dello sviluppo di un'incredibile progetto in collaborazione con la NASA: energia elettrica, generata da una cintura di celle solari attorno all'equatore lunare, che potrebbe essere trasmessa alla Terra. Vediamo di cosa si tratta.

Il progetto Luna Ring

La famosa compagnia giapponese di costruzioni ingegneristiche Shimizu Corporation, ha proposto alla NASA un piano per lo sfruttamento energetico solare su una scala quanto più ampia fin'ora immaginabile: si tratta di portare il fotovoltaico niente meno che sulla Luna.

L'ambizioso progetto, al quale è stato dato il nome Luna Ring, prevede la costruzione di una cintura di celle solari attorno alla circonferenza lunare di 6.800 Miglia, per interderci 11.000 Km, con lo scopo di convertire l'energia solare in potenti micro onde laser tramite apposite travi a terra, capaci successivamente di convertire le onde in energia elettrica, circa 13.000 Terawatt funzionali all'alimentazione delle centrali terrestri.

Un progetto a dir poco incredibile e che, se attuato, potrebbe soddisfare il fabbisogno energetico di tutto il mondo.

Ma in quale modo potrebbe venire concretamente realizzata un'operazione di questo tipo? Scopriamolo insieme attraverso l'analisi dei piani della Shimizu Corporation.

I piani della Shimizu Corporation

Il fautore di tanto operato dovrebbe essere una serie di speciali robot, strumenti di primaria importanza e fondamentali per la costruzione dell'anello solare lunare. Telecontrollati e telecomandati dalla Terra per 24 ore su 24 e sostenuti da un team di astronauti in loco, i robot verrebbero utilizzati allo scopo di livellare il paesaggio lunare e assemblare le macchine e le attrezzature in orbita prima dello sbarco sulla Luna.

Per la costruzione delle celle solari sarebbe previsto anche, per quanto possibile, lo sfruttamento delle stesse risorse lunari: l'acqua potrebbe essere prodotta attraverso la riduzione del suolo lunare con idrogeno importato dalla Terra, materiale cementante potrebbe essere estratto dal suolo lunare e mescolato con ghiaia mentre mattoni e fibre di vetro potrebbero essere prodotti attraverso trattamenti solari-termici.

L'anello lunare ad energia solare avrebbe inizialmente una larghezza di pochi chilometri ed un'estensione fino a 400 km di larghezza. L'energia elettrica generata dalle celle solari sarebbe trasmessa dal lato della Luna costanetemente rivolto verso la Terra attraverso appositi cavi elettrici per impianti di trasmissione, quindi convertita in fasci di micro onde e raggi laser.

Successivamente, antenne di 20 km di diametro capterebbero e trasmetterebbero il fascio di potenza a ricevitori terrestri. Un radiofaro guida garantirebbe la trasmissione accurata ai ricevitori e l'energia sarebbe quindi convertita in elettricità e fornita a reti esistenti o eventualmente convertita in idrogeno come combustibile o stoccaggio.

Il progetto Luna Ring della Shimizu Corporation

(Master plan del progetto Luna Ring della Shimizu Corporation-fonte: Shimizu Corporation)

Il sogno della Shimizu

Il Luna Ring potrebbe dunque raggiungere potenzialmente un valore pari a 24/7 della produzione energetica pulita mettendo fine alla dipendenza dai combustibili fossili per trasformare un uso parsimonioso delle risorse limitate in un utilizzo illimitato di energia pulita attraverso l'utilizzo di tecnologie spaziali avanzate.

La generazione di energia da pannelli solari nello spazio potrebbe inoltre essere molto più efficace rispetto alle applicazioni terrestri, limitate da lunghi periodi di buio durante la notte: un sistema spaziale a luce continua raddoppierebbe essenzialmente la potenza totale generata sulla Terra in 24 ore. Inoltre, data l'assenza di atmosfera lunare, nè maltempo o nuvole potrebbero inibire l'efficienza dei pannelli solari.

Il tutto però, dovrà fare i conti con la consistente polvere lunare suscitata sulla superficie dal vento solare e da impatti di micrometeoriti che inibirebbero sicuramente l'efficienza dei pannelli solari oltre che con una previsione di costi di spesa impensabili.

Per la partenza del progetto si parla del 2035: divverà un giorno realtà il sogno della Shimizu?

(Fonte: Shimizu Corporation)

Video esplicativo del progetto Luna Ring della Shimizu Corporation

AutoreDott.ssa Elisabetta Berra

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