Il fotovoltaico portatile per autoprodurre energia: sbarca anche tra i pastori della Mongolia

Nell'epoca della globalizzazione e delle nuove tecnologie, dove sempre più persone hanno accesso all'energia elettrica, anche nella lontana Mongolia, il paese incastrato tra Russia e Cina nel cuore dell'Asia, il fotovoltaico sbarca nelle steppe, tra i pastori nomadi. In queste terre estreme, dove le temperature invernali possono scendere di 40C sotto lo zero e dove, durante le giornate estive, si può raggiungere l'estremo opposto, con punte di 40C di giorno per poi crollare a picco intorno allo 0 durante la notte, il sole splende per circa 250 giorni all'anno.

Paesaggio mongolo

(Le steppe mongole sono terre di estremi, abitate da pastori nomadi)

Dei 2 milioni di abitanti, 900000 sono ancora pastori nomadi, che vivono spostandosi secondo il ciclo naturale delle mandrie, in groppa ai cavalli e dormendo nelle tradizionali gher, le tende bianche di feltro e di lana di yak. È una storia che continua quasi tale e quale dai tempi di Gengis Khan, il leggendario condottiero e sovrano che, tra il XII e il XIII sec., costruì l'impero mongolo.

 

Una delle tradizionali gher dei pastori mongoli

(Una delle tradizionali gher dei pastori mongoli)

Ebbene sì, anche in queste terre tanto remote e profondamente legate alle proprie radici, è sbarcato il fotovoltaico. 

Il governo mongolo ha, infatti, pensato bene di cogliere l'aiuto della Banca Mondiale e, sfruttando il sole che illumina per buona parte dell'anno lo sterminato deserto del Gobi, dotare di elettricità i pastori nomadi (alcuni dei quali non vi avevano ancora accesso) in maniera ecosostenibile. Attraverso il Solar Ger Electrification Program, sono stati, infatti, installati dei sistemi solari portatili (Solar Home System, SHS) sulle bianche gher, arrivando a soddisfare il fabbisogno di energia elettrica di circa il 70 % della popolazione nomade.

 Circa il 70 % dei pastori nomadi mongoli sono stati dotati dal governo di sistemi solari portatili per auto-prodursi l'energia elettrica

(Circa il 70 % dei pastori nomadi mongoli sono stati dotati dal governo di sistemi solari portatili per auto-prodursi l'energia elettrica)

In questo modo, grazie all'installazione dei sistemi solari portatili, la Mongolia ricava un duplice guadagno.

I suoi pastori possono continuare a restare fedeli alle tradizioni, senza cambiare stile di vita ma avendo accesso all'elettricità; il che, tra le altre cose, permette loro di avere l'assistenza medica necessaria in caso di emergenza, grazie alla possibilità di poter ricaricare i telefoni cellulari. A ciò vanno aggiunte nuove possibilità per illuminare i gher, conservare il cibo (grazie alla presenza di un frigorifero) e (con radio e televisioni) conoscere le previsioni meteo, fondamentali per la salvaguardia dei capi di bestiame .

inoltre, trattandosi di energia pulita, senza le pesanti conseguenze ambientali di petrolio e altri combustibili fossili, si contengono notevolmente le emissioni di CO2 nell'atmosfera, un traguardo importante per qualsiasi paese al mondo e, a maggior ragione, per la Mongolia. Qui, infatti, per via della crescita del settore minerario, le emissioni di anidride carbonica sono in media più elevate della stessa media mondiale.

AutoreDott.ssa Morena Deriu

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