Il fotovoltaico del vicino è sempre più abbagliante? Lo deve ruotare

Un tempo si diceva che l'erba del vicino è sempre più verde. Ora, nell'epoca della tecnologia imperante, per guardare e invidiare il verde del vicino, il fatto che abbia un prato non è più una condizione essenziale. Un vicino "verde" è anche un vicino che ha deciso di installare sul proprio tetto un impianto fotovoltaico. Ma cosa succede se il suo pannello riflette così tanta luce da abbagliare chiunque gli capiti intorno? La risposta è arrivata negli scorsi giorni dal Tribunale di Perugia.

E se il fotovoltaico del vicino fosse troppo abbagliante? Risponde il Tribunale di Perugia

(E se il fotovoltaico del vicino fosse troppo abbagliante? Risponde il Tribunale di Perugia)

La questione è questa: il numero degli impianti fotovoltaici sui tetti di abitazioni ed edifici italiani è in continua crescita. Si tratta di un dato positivo, che sfrutta l'elevato irraggiamento del Bel Paese. Ma proprio questo irraggiamento, soprattutto d'estate, può essere causa di fastidi per chi abita vicino a chi ha fatto la scelta di dotarsi di un impianto fotovoltaico. Quando il riverbero della luce diventa tale da non poter essere normalmente e tranquillamente tollerato e obbliga i vicini ad abbassare e chiudere tapparelle e persiane, allora il possessore dei pannelli deve ruotarli in maniera da non arrecare più danni e/o fastidi ai propri vicini.

Questa decisione è stata presa dal Tribunale di Perugia in nome del principio della "normale tollerabilità", sancito in Italia dall'articolo 844 del Codice Civile.

Il riflesso di un pannello fotovoltaico deve essere tale da rispettare il principio della normale tollerabilità sancito dal Codice Civile

(Il riflesso di un pannello fotovoltaico deve essere tale da rispettare il principio della normale tollerabilità sancito dal Codice Civile)

Stabilito questo, la stessa corte ha anche individuato e precisato i tipi di danni che potrebbero essere causati dall'esposizione prolungata e non normalmente tollerabile al riflesso della luce proveniente da un pannello fotovoltaico. In particolare, il Tribunale di Perugia ha individuato due tipi di danno: alla salute e patrimoniale.

  1. Il danno alla salute riguarda sostanzialmente la vista. L'esposizione prolungata a un riverbero insopportabile non può, infatti, non avere conseguenze (anche irreversibili) su questo senso.
  2. Il danno patrimoniale, invece, deriva dal fatto che il proprio appartamento o spazio personale non può essere più vissuto e sfruttato al meglio proprio a causa del riverbero, subendo così ingiustificabili e impossibili limitazioni all'uso dei propri spazi.

Ma c'è dell'altro: la sentenza del Tribunale di Perugia riguarda, infatti, il fastidio e il danno arrecato dal riverbero di luce da parte dei pannelli fotovoltaici di proprietà di una società con un'attività economica di interesse pubblico.

La sentenza del Tribunale ha tenuto conto dei danni alla salute e al patrimonio causati da un riflesso eccessivo, non normalmente tollerabile

(La sentenza del Tribunale ha tenuto conto dei danni alla salute e al patrimonio causati da un riflesso eccessivo, non normalmente tollerabile)

Si tratta questo di un dato importante, visto che questo genere di società sono esplicitamente tutelate dalla Legge italiana. A Perugia, però, il giudice non solo ha riconosciuto il danno al vicino, obbligando la società a ruotare i pannelli, ma le ha anche negato, in questo specifico caso, la possibilità di andare incontro alle proprie esigenze attraverso l'installazione di una serie di vetri oscuranti sulle finestre del vicino danneggiato, consentendo così di ovviare al riverbero. La ragione? I vetri oscuranti avrebbero causato un ulteriore danno al vicino per via della drastica riduzione nell'illuminazione dell'appartamento durante le ore diurne. Oltre al danno, la beffa.

Il vicino potrà anche essere più verde, insomma, ma a patto che non arrechi nessun danno a chi gli sta intorno.   

AutoreDott.ssa Morena Deriu

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