Come inquinare meno e ridurre lo smaltimento con i pannelli fotovoltaici biodegradabili

Vivere in modo ecosostenibile non significa solo contemplare l'idea di acquistare un impianto fotovoltaico, un pannello solare termico e sfruttare le risorse rinnovabili, ma implica il rispetto dell'ambiente in cui viviamo, che ci fornisce delle risorse alle quali mai potremo rinunciare per vivere. Per questo motivo è necessario permettere alla natura di continuare a fornircele. Ma come si può fare affinché questo processo, questa donazione sia eterna? Niente di più facile: ridurre o minimizzare l'inquinamento, fermo restando che la mano dell'uomo, l'opera stessa dell'uomo, la lavorazione, la fabbricazione e qualsiasi produzione umana, genera inquinamento.

La produzione stessa dei pannelli fotovoltaici e solari termici, nella fabbricazione, necessita di quantità di energia irrinunciabili, che aumentano nel trasporto. Nella ricerca del materiale di produzione e nella sua estrazione ha già prodotto una quantità elevata di inquinamento. All'uomo si chiede solo di adottare delle strategie per ridurlo, giacché sarebbe impossibile eliminare ogni fattore di inquinamento. L'uomo stesso non esisterebbe.

L'inquinamento generato dalla produzione dei pannelli fotovoltaici e solari può essere ridotto con l'adozione di materiali biodegradabili, che riducono la creazione di rifiuti, come negli anni '70, in cui si era fatta spazio l'idea di sfruttare materiali organici come il polifenilene o altri componenti costituiti da carbonio, per la realizzazione di pannelli solari ecologici, ma che purtroppo, erano limitati da un'efficienza energetica molto bassa.

I progetti nel fotovoltaico per inquinare meno: il pannello fotovoltaico privo di silicio

Attualmente, una filiera di aziende italo-svedese ha realizzato un pannello fotovoltaico privo di silicio, di acidi acetici e di Etil-Vinil-acetato, con sistemi di assemblaggio, meccanismi di saldatura delle celle e sistema di laminazione del vetro che lo rendono riciclabile al 100%. Tutte le materie prime utilizzate sono a base vegetale, biodegradabili e garantiscono una protezione superiore alle radiazioni solari, - le quali è risaputo riducono il ciclo di vita operativa del pannello - permettendo di avere una durata pari ai 30 anni.  In seguito a questo arco di tempo, tutti i componenti costitutivi del pannello solare possono essere riutilizzati completamente.

La miscela di polimeri organici con il quale è realizzato il pannello biodegradabile incrementa le prestazioni di resistenza e durevolezza delle celle solari, riducendo l'utilizzo del petrolio e di materie plastiche, che non solo garantisce la riduzione dei processi di smaltimento, ma anche il prezzo per watt.

Da questa primaria idea, vediamo che negli Stati Uniti, la dottoressa Diane Hinkens, neolaureata all'Università del South Dakota, ha rivisitato questa idea partendo dal presupposto che il fattore di maggiore inquinamento nel settore delle risorse rinnovabili sia proprio il processo di smaltimento dei pannelli solari dismessi.

La studiosa ha sviluppato, a tal proposito, l'idea di un pannello solare realizzato con un materiale biodegradabile capace di accumulare le radiazioni solari senza avere alla fine del ciclo di vita operativa nessun materiale da smaltire: l'obiettivo è quello di rendere accessibile l'energia solare a tutti, grazie a un costo ridotto di un materiale organico in grado di biodegradarsi in pochi anni.

Ricordo anche l'idea di un'equipe di scienziati dell'University of California, i quali ispirati dai processi della  fotosintesi sostengono di poter trasformare le foglie delle piante di tabacco in pannelli fotovoltaici biodegradabili, anche se ancora non hanno apportato nessun prototipo esplicativo alla loro scoperta. Si attendono nuovi risvolti nell'era della green economy.

Il video informativo: pannelli fotovoltaici organici

Il video seguente è utile per conoscere il funzionamento di un innovativo pannello fotovoltaico realizzato con materiali organici che inquinano meno e presentano un minore impatto ambientale dovuto alla minore necessità di smaltimento e di energia per la produzione: si parla di risparmio di un terzo della bolletta grazie alla sua efficienza energetica non di troppo inferiore ai pannelli fotovoltaici tradizionali.

Curiosità dalla scienza: i pannelli fotovoltaici organici ANCHE al mirtillo

Autore Maria Francesca Massa

Articolo letto 1.733 volte



Visualizza l'elenco dei principali articoli