I grandi sponsor del fotovoltaico abbandonano l' Italia: megaparco in Sudafrica

Con il decreto del governo Monti sulle liberalizzazioni sono stati aboliti gli incentivi per l' installazione di impianti fotovoltaici su suolo agricolo (decreto legislativo 3 marzo 2011, n. 28).

Questo per frenare l'installazione selvaggia di pannelli solari da parte degli investitori, ma anche per difendere terreni agricoli in un momento così delicato per l'economia del nostro paese. Da uno studio della Coldiretti risulta che solo la metà degli impianti installati in Italia, per un totale di 1.465,5 Mw su una superficie coperta di 3.316 ettari, si trova in Puglia, ma anche il Lazio presenta distese fotovoltaiche non indifferenti, così come l' Emilia Romagna.

Non più quindi grandi impianti su suoli agricoli  viste le restrizioni (si può occupare solo il 10% del fondo, distanze di 2 Km da mantenere tra un impianto e l' altro...).

                  parco fotovoltaico a terra

(Un grande parco fotovoltaico a terra)

SUDAFRICA: UNA SCOMMESSA VINTA DA UN'AZIENDA ITALIANA

Lo scenario dei grandi impianti abbandona l'Italia per spostarsi altrove con a seguito i grandi sponsor nostrani.

E' il caso dell' azienda milanese Building Energy che a dicembre è riuscita ad aggiudicarsi una commessa pubblica per realizzare in Sudafrica, nella località di Kathu, il più grande parco fotovoltaico del paese.

I sistemi elettrici, la progettazione, fornitura e messa in opera saranno a carico di Abb, che consegnerà l' impianto ad inseguimento solare attraverso la formula "chiavi in mano".

80 Megawatt, nella regione del Northern Cape, capace di soddisafre il fabbisogno di oltre 40.000 abitanti, oltre a tagliare 50.000 tonnellate l' anno di emissioni di CO2.
I lavori sono iniziati a gennaio e secondo previsioni si concluderanno nell'agosto del 2014, e la B.E. avrà in gestione l'impianto per un periodo di 20 anni, con la comproprietà di Wbho, società locale.

GLI SCENARI FUTURI

E se per Pretoria questo impianto rappresenta solo l' inizio , ci sono già altri i paesi pronti ad investire nel settore.
Building Energy ha infatti fatto sapere che si preparano a lavorare in Namibia, Botswana, Marocco, Brasile e nella Repubblica Domenicana dove si stanno aspettando i finanziamenti per un impianto eolico da 50 MW per un valore di 80 milioni di euro.
In Europa torneranno per la Romania, dove è stata varata una legge vantaggiosa, per poi sbarcare negli USA nel 2014 quando anche lì gli scenari saranno pronti e competitivi.

E L' ITALIA ?

Ad oggi gli impianti di dimensioni piccole e medie possono essere installati su:

  • Aree estrattive dismesse a cielo aperto.
  • Discariche di tipologia normale e bonificate da rifiuti speciali dismesse.
  • Aree degradate sassose di classificazione non urbanizzabili e non destinabili ad usi agro-silvo-pastorali.
  • Aree industriali dismesse

        Sulle coperture di

  •  case, capanoni industriali agricoli e serre.

    Sulle facciate di
  •  capannoni industriali e agricoli.

A questo punto però una domanda appare naturale: i terreni occupati dai parchi fotovoltaici costruiti in Italia sono sì a destinazione agricola, ma molti di essi erano abbandonati e incoltivati da decenni. Si è fatto di tutta l' erba un fascio? E' stata l' ennesima occasione mancata?

Fabrizio Zago presenta il parco fotovoltaico in Sudafrica

AutoreAngela Tolfa

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