Greenpeace: attaccata da Putin, difesa dall'Ue

Come si evince dal comunicato stampa rilasciato da Greenpeace il 24 ottobre, l'Unione Europea si è detta preoccupata per le sorti degli attivisti detenuti in Russia. Uno scontro Putin-Ue che si spera possa portare ad una conclusione rapida della faccenda che ha visto coinvolto anche l'italiano Christian D'Alessandro.

Due giornalisti freelance e 28 attivisti di Greenpeace, gli "Artic 30", sono detenuti da quasi due messi nelle carceri russe con l'accusa di pirateria e vandalismo per aver cercato di scalare una piattaforma della compagna energetica Gazprom. Se in un primo momento l'accusa era limitata alla priateria, per l'approcio via gommone alla piattaforma offshore in questione, ora all'accusa si è aggiunto il capo d'imputazione di vandalismo.

La pena per questi reati è di reclusione fino a sette anni, ed è proprio la sproporzione tra quanto commesso e quanto imputato ai trenta attivisti che ha portato il Commissario europeo Janez Poto?nik ad intervenire al Parlamento Europeo per sottolineare la necessità di un intervento dell'Unione su questa faccenda. Oltre 90 eurodeputati di 20 Paesi e di 7 differenti partiti hanno chiesto il rilascio immediato degli Arctic 30, chiedendo anche un bando alle trivellazioni nell'Artico.

(proteste per la liberazione degli attivisti di greenpeace)
(proteste a favore degli Artic 30)

Infatti, l'arresto degli attivisti ha riportato l'attenzione sui danni all'ambiente che le trivellazioni nell'Artico potrebbero causare. Come Poto?nik stesso ha affermato durante la seduta al Parlamento "La nostra immediata preoccupazione va alla detenzione che continua e alle accuse manifestamente sproporzionate rivolte ai detenuti, ma ciò non di meno non dovremmo perdere di vista la questione verso la quale queste persone stavano attirando la nostra attenzione e che dovremmo prendere tutti sul serio: come assicurare che le attività economiche nell'Artico non danneggino il fragile ambiente di questa regione".

Pare dunque che anche l'Europa si sia accorta dell'importante battaglia di Greenpeace, che da anni lotta per scongiurare i rischi connessi alla costruzione selvaggia di piattaforme offshore per l'estrazione del petrolio. Secondo Vladimir Chuprov di Greenpeace Russia, l'attacco russo agli attivisti ecologisti è un assalto al concetto stesso di protesta pacifica, una violenza sistematica atta a scoraggiare chi si batte per i diritti della terra. Vladimir Putin, dal suo canto, ha affermato che questi atti di vandalismo non possono essere tollerati e che la legge russa in materia è chiara.

Certo per Greenpeace il riconoscimento da parte dell'Unione Europea della pericolosità delle trivellazioni nell'Artico è molto importante. Altrettanto rilevante è l'espressione di preoccupazione dell'Europa per gli attivisti e i giornalisti ancora in carcere. Purtroppo però la questione non è ancora stata risolta e a quasi un mese dalle dichiarazioni dei membri dell'Unione i membri di "Artic 30" sono ancora in carcere.

AutoreGiulia Tarozzi

Articolo letto 426 volte



Visualizza l'elenco dei principali articoli