Rapporto GreenItaly 2013: il rapporto della produzione "verde" nazionale

Dal rapporto sulla Green economy nazionale del 4 novembre 2013 è emerso che in Italia il 22% delle imprese ha investito in tecnologie che hanno permesso la riduzione dell'impatto ambientale e ha attuato strategie che mirano allo sviluppo sostenibile e al risparmio di energia.

Ecco i dati ottenuti secondo il bilancio Green Italy 2013

Questo studio, portato avanti da Unioncamere e Fondazione Symbola, il quale mirava alla costruzione di un quadro che esprimesse la situazione economica italiana in tema di sostenibilità, rivela un eccezionale successo in termini sociali e ambientali, oltre che di fatturato. I risultati mostrano un notevole numero di assunzioni e nuovi tipi di occupazione (i cosiddetti green jobs), il tutto in un ambiente in cui si lavora con una forte propensione all'innovazione, elemento che rende le nostre aziende potenti e competitive all'estero.

In cima alla classifica delle città più green del nostro bel paese vi è Roma, la quale conta 20.450 imprese verdi, mentre quella delle macroaree, sempre in base al bilancio prodotto da "Green Italy", vede le regioni del nord, in particolare la Lombardia, tra quelle che ospitano le sedi delle numerose aziende in questione. Insomma, una grande vittoria che merita i dovuti festeggiamenti, al fine di continuare a diffondere un sentimento di positività e ottimismo: le imprese italiane ce la stanno facendo, stanno affrontando la crisi nel migliore dei modi e la stanno superando.

Com'è iniziata la guerra al petrolio?

Molte volte quando combattiamo una guerra per tanto tempo, dimentichiamo il motivo principale che ci ha spinti a comportarci in un modo piuttosto che scegliere un altro tipo di atteggiamento. E allora è molto importante ricordarsi perchè decidiamo di attuare un cambiamento che riguarda il nostro stile di vita oltre l'esistenza stessa del nostro pianeta e di tutti gli altri esseri viventi. Ecosostenibilità, sviluppo sostenibile, biodiversità, green economy, rinnovabilità, sono parole ed espressioni che pian piano sono entrate a far parte del nostro vocabolario ma soprattutto sono divenute valori culturali.

Sin da quando si è bambini viene insegnato a non gettare la carta o le gomme da masticare per terra, ci viene detto che il fumo fa male ai nostri polmoni e che fare tanta attività fisica fa bene alla nostra salute e al nostro rapporto con la natura. Eppure, crescendo, ci rendiamo conto che non abbiamo effettivamente interiorizzato ciò per cui ci hanno educato, un po' per influenze negative, un po' perchè non ci crediamo.

Esiste una data, precisa, storica, con la quale è possibile identificare il momento in cui si è voluto far leva sull'abbandono della produzione di energia fondata sui combustibili fossili: la crisi petrolifera del 1972 quando, successivamente alla guerra tra Israle e Palestina, i Paesi arabi decidono di diminuire le esportazioni di petrolio e aumentarne il prezzo causando la crisi economica e l'inflazione a livello europeo e americano. Ciò ha fatto sì che si potesse diffondere un'idea di sviluppo sostenibile in riferimento alla tutela ambientale e alla valorizzazione delle risorse naturali a disposizione all'interno di un frame caratterizzato da un'ottica di prospettive future.

E' questo quanto affermato dall'allora presidente della Commissione mondiale sull'ambiente e sullo sviluppo Gro Harlem Brundtland: « Lo sviluppo sostenibile, lungi dall'essere una definitiva condizione di armonia, è piuttosto processo di cambiamento tale per cui lo sfruttamento delle risorse, la direzione degli investimenti, l'orientamento dello sviluppo tecnologico e i cambiamenti istituzionali siano resi coerenti con i bisogni futuri oltre che con gli attuali ».

Il risvolto psicologico dei cambiamenti umani: come le grandi decisioni portano a grandi risultati

Oggi sempre più persone, aziende, Paesi promuovono lo stile di vita green; per attuarlo, si parte proprio dalle piccole cose: si può consumare in modo un po' più consapevole e scegliere dei prodotti per la propria igiene e la cura della persona che siano il più possibile naturali e che contengano in maniera ridotta o assente elementi chimici; per chi ha maggiori disponibilità economiche può cogliere l'occasione di acquistare un'automobile ibrida, del cibo biologico, o può usufruire delle fonti di energia rinnovabili per provvedere in maniera del tutto autonoma al proprio fabbisogno energetico oltre ad attuare la raccolta differenziata che dovrebbe ormai far parte integrante della nostra quotidianità; per non parlare dell'alimentazione che dovrebbe essere più ricca di verdure, frutta e acqua evitando il "cibo spazzatura".

Uno psicologo e scrittore di fama internazionale, Anthony Robbins, nella sua opera "Manuale di psicologia del cambiamento", espone la sua idea di quanto sia importante il potere decisionale per far sì che la qualità della nostra vita migliori notevolmente. E' fondamentale ricordarsi sempre che il nostro futuro è nelle nostre mani, ma è anche vero che finchè non viene raggiunta una determinata soglia del dolore che ci motivi ad agire in maniera diversa rispetto al passato, non opereremo mai un cambiamento nella nostra vita e non otterremo il successo a cui tutti ambiscono.

Infine, tornando ai risultati di cui il nostro Paese può vantarsi, sarebbe opportuno e consono affermare che i grandi cambiamenti cominciano il loro processo nell'interiorità di ogni individuo e nella manifestazione dei propri valori tramite le proprie azioni. E allora, siamo il cambiamento che vogliamo vedere nel mondo.

AutoreManuela Monteleone

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