Green economy: la classifica delle regioni italiane

Il Trentino Alto-Adige si conferma la regione più green d'Italia, seguita da Umbria, Marche e Toscana. E' questo il risultato del rapporto reso noto da Fondazione Impresa, che ha stilato la classifica 2013 delle regioni italiane secondo l'indice di Green Economy (IGE), frutto dell'incrocio di 21 indicatori di performance riguardanti i principali settori dell'economia green: energia, imprese e prodotti, agricoltura, turismo, edilizia, mobilità e rifiuti. I dati utilizzati dallo studio, precisa il rapporto, "sono stati tratti da fonti ufficiali (Istat, Terna, Sinab, Enea, etc.)", mentre gli indicatori "sono stati sottoposti a una specifica procedura statistica di standardizzazione della variabile allo scopo di rendere confrontabili parametri che presentano unità di misure diverse".

In testa alla classifica, come detto, si posiziona il Trentino Alto-Adige, con un punteggio di 1.004, seguito a notevole distanza dall'Umbria con 0.280 e dalle Marche con 0.209. La fotografia scattata dal rapporto di Fondazione Imprese è quella di un paese sostanzialmente spaccato a metà, con ottimi risultati conseguiti dalle regioni del Centro-Nord - ad eccezione della Liguria, al 15esimo posto, e del Lazio, posizionata in fondo alla classifica al 18esimo posto - e con le regioni meridionali che faticano a tenere il passo. La prima regione del Nord dopo il Trentino Alto-Adige è l'Emilia Romagna al quinto posto, seguita dal Veneto - che guadagna quattro posizioni rispetto all'anno precedente - e dal Piemonte rispettivamente in sesta e settima posizione. Le regioni del Sud Italia peggiorano in linea generale la propria posizione, con l'eccezione di Puglia, Sardegna e soprattutto Abruzzo, capace di scalare cinque posizioni nel giro di un anno fino a raggiungere l'ottava posizione. 

Nel settore dell'energia, sono le regioni del Nord ad ottenere i punteggi migliori, con la piacevole sorpresa della Puglia, che fa registrare un valore di 1581 KWh di energia risparmiata per abitante. Il settore del rapporto riservato a imprese e prodotti mostra invece dati abbastanza omogenei tra Nord e Sud del paese: le regioni del meridione, tuttavia, realizzano i punteggi migliori all'interno dell'ambito agricolo e biologico, con Calabria, Sicilia e Basilicata che si posizionano in testa nell'indice dell'imprenditorialità biologica.

La tabella dei valori Green Economy 2013 di Fondazione Impresa

(La tabella dei valori Green Economy 2013 stilata da Fondazione Impresa)

 

Nel settore della mobilità sono le regioni settentrionali a far segnare i migliori risultati, grazie soprattutto alla presenza di piste ciclabili. In testa a questa speciale classifica si posiziona la Lombardia, con 65,3 km di piste ciclabili per 100 kmq di superficie dei capoluoghi di provincia (contro una media nazionale di di 16,6 km), seguita dal Trentino Alto-Adige e dal Veneto, rispettivamente con 63,5 e 60,6 chilometri di piste.

In materia di emissioni di CO2 da trasporti, le regioni con i punteggi migliori risultano Campania, Basilicata, Calabria, Puglia e Sicilia, che presentano valori inferiori a 2 tonnellate di CO2 per abitante. Molise e Basilicata dominano invece dominano invece la classifica relativa alla diffusione di autobus, con oltre 3 autobus ogni 1.000 abitanti (contro una media nazionale di 1,7).

Nota dolente per le regioni meridionali è quella dello smaltimento dei rifiuti, con il Sud in notevole ritardo nei confronti delle regioni settentrionali più virtuose. Se infatti in Lombardia, Veneto e Trentino viene smaltito in discarica al massimo il 10% dei rifiuti solidi urbani, in Sicilia e Calabria si toccano punte del 90-100% dei rifiuti complessivi.

AutoreDott. Andrea D'Ammando

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