Fotovoltaico industriale e fotovoltaico residenziale: quale scegliere per risparmiare e guadagnare di più?

Il costo cumulato stabilito dal GSE pari a 6,5 miliardi di euro è oramai raggiunto, portando con sè anche la fine degli incentivi e del conto energia. Ciò significa che le installazioni di un impianto fotovoltaico potranno essere effettuate esclusivamente senza le agevolazioni degli incentivi, ma sfruttando esclusivamente la detrazione 50%, offerta esclusivamente agli utenti che desiderano produrre energia elettrica da fonti rinnovabili per il proprio fabbisogno energetico e non per la vendita.

Il fatto che gli incentivi o la detrazione siano dovuti solo a coloro che autoconsumano in maniera istantanea o conservano l'energia prodotta e non autoconsumata per sfruttarla nel momento in cui se ne ha maggiormente bisogno, non significa che non è più possibile vendere l'energia prodotta, ma che è possibile immettere in rete quella in sur puls "volontario" per non andare persa o sprecata, senza però aver avuto l'intento della produzione di energia per la sua successiva commercializzazione.

Vendere l'energia prodotta? Quando è vietato.

Ma come si fa a capire se io installo il mio impianto fotovoltaico per autoconsumare l'energia che produco o per commercializzarla? E' molto semplice: se in un'abitazione residenziale, viene installato, per esempio, un impianto fotovoltaico da 50 kW, è normale che una famiglia standard non riesca a consumare tutta l'energia prodotta con una tale potenza di impianto ed è verosimile pensare che l'obiettivo primario non sia quello dell'autoproduzione e del consumo dell'energia gratuita, ma quello di commerciare quella in eccesso che, in questo caso, avrà un rendimento di molto superiore a quella che si potrebbe consumare.

E' stato stimato, infatti, che una famiglia standard con circa 4 componenti, necessita di un impianto fotovoltaico ad uso domestico di 3 kW con i quali è possibile soddisfare in maniera ottimale il fabbisogno energetico di tutta l'abitazione con la produzione di corrente elettrica sia per l'alimentazione di tutti gli apparecchi elettrici sia per la produzione di acqua calda sanitaria, mentre per un'azienda di medie dimensioni con un consumo di circa 300.000 kWp annuo è consigliabile un impianto industriale di 100 kW che permette di avere un rendimento annuale soddisfacente con una tempistica di ritorno dell'investimento di 5 anni o poco più.

Per avere maggiori informazioni sui costi, sulla produzione e rendimento di questa tipologia di impianto, leggi anche l'articolo sull'installazione di un impianto industriale senza incentivi.

Installazione di impianto industriale sul tetto di un'azienda

(Esempio di installazione di un impianto industriale sul tetto di un'azienda: produzione elettrica per autoconsumo istantaneo quasi totale)

La fine degli incentivi: per chi? Impianti fotovoltaici ad uso domestico e fotovoltaico industriale

Le sorti delle installazioni di impianti fotovoltaici fruendo degli incentivi sono differenti, come abbiamo potuto comprendere, nel caso in cui si parli di un impianto fotovoltaico residenziale o di un impianto fotovoltaico industriale: per il primo è ancora possibile ottenere gli incentivi nel caso in cui si autoconsumi e si installi il sistema fotovoltaico per il soddisfacimento delle proprie esigenze energetiche, chiamato anche "per uso domestico"; il secondo caso è l'installazione dell'impianto fotovoltaico per la propria azienda, che non ha la possibilità di accedere agli incentivi, ma che come si è potuto vedere, la scelta presenta dei benefici economici, nonostante i costi iniziali.

L'utente che installa un impianto fotovoltaico residenziale o per uso domestico deve necessariamente avere l'obiettivo di costruire un sistema al servizio della propria abitazione sfruttando la detrazione 50% e detraendo il costo dell'investimento iniziale dalle tasse (Irpef) per il 50%: questa soluzione, però, ricordiamo che è valida fino al 30 giugno 2013 e in seguito a questo termine tornerà al 36%. Per avere maggiori informazioni, leggi anche l'articolo sui termini di scadenza della detrazione 50%.

Con questa tipologia di incentivazione, l'utente può installare nella propria abitazione un impianto fotovoltaico di piccola taglia, proprio perchè esclusivamente dedicato alla produzione dell'energia necessaria per la sua sola abitazione, di potenza massima ai 20 kW: un impianto di 9.000 euro verrà a costare 4.500 euro con rate da 450 euro annuali, somma che costituisce una rendita fissa per ammortizzare l'investimento iniziale e aumentare i benefici con l'autoconsumo.

Differenza tra impianto fotovoltaico residenziale o industriale installato al Nord o al Sud

In realtà la situazione di produzione di energia elettrica e autoconsumo è di molto differente in base alle regioni d'Italia e al territorio: al nord, in cui l'irraggiamento solare è inferiore, il rendimento elettrico di un impianto fovoltaico è inferiore rispetto al rendimento di un impianto fotovoltaico installato nel territorio del sud, anche se il fabbisogno energetico è lo stesso.

Si può bene comprendere che l'istallazione di un sistema fotovoltaico in un territorio in cui l'irraggiamento solare è elevato porta a soddisfare pienamente le esigenze energetiche dell'abitazione con l'autoconsumo istantaneo, mentre in un territorio del Nord, la produzione energetica da fonti rinnovabili utilizzata per l'autoconsumo potrebbe non essere bastevole e potrebbe portare a dover utilizzare di gran lunga anche l'energia elettrica offerta dalla rete nazionale, aumentando i costi nella bolletta.

Nell'installazione di un impianto fotovoltaico per uso domestico nel territorio del sud dell'Italia si parla già di grid parity, il punto di incontro tra costi e benefici nel scegliere il fotovoltaico per la propria abitazione e sfruttare l'energia elettrica autogenerata: installazioni in cui è possibile ottimizzare l'autoconsumo, con una convenienza economica sui 20 anni di contratto anche senza la fruizione degli incentivi.

Convenienza economica tra impianto fotovoltaico residenziale e impianto industriale: i fattori

Numerosi sono i fattori a determinare la differente convenienza economica dell'installazione di un impianto residenziale o di un impianto fotovoltaico industriale senza incentivi, variabili in base al territorio di installazione e al tempo:

  • irraggiamento solare del territorio di installazione - l'energia prodotta per l'autoconsumo potrebbe non essere sufficiente;
  • differenza tra produzione elettrica, rendimento dell'impianto e quota di autoconsumo;
  • costo iniziale dell'installazione;
  • costo dell'energia elettrica.

Per ricapitolare: la soluzione è l'autoconsumo

E' naturale che in entrambe le installazioni - residenziale e industriale -  la soluzione dell'ottimizzazione dell'autoconsumo sia la sola formula per raggiungere un punto di pareggio tra i costi iniziali dell'investimento e i benefici economici: senza gli incentivi del conto energia si ha comunque a disposizione l'energia autogenerata che non va a gravare sulla vostra bolletta elettrica, permettendovi di risparmiare quella quota di denaro con la quale avreste dovuta acquistare l'energia necessaria al funzionamento dei vostri apparecchi elettrici.

Inoltre, con l'installazione dei nuovi sistemi di accumulo è possibile per gli utenti residenziali, conservare l'energia prodotta di sur plus e consumarla nei momenti in cui non vi è produzione, come durante la notte, permettendo di non utilizzare l'energia elettrica nazionale nemmeno nei momenti in cui non si autoproduce da fonti rinnovabili.

(Altro esempio di installazione di un impianto industriale sulla superficie del tetto di un'azienda per l'autoconsumo)

 

 

Autore Maria Francesca Massa

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