Fotovoltaico: in Italia serve la manutenzione, un impianto su quattro ha problemi

Il fotovoltaico italiano ha bisogno di manutenzione e monitoraggio. Nel nostro paese sono attivi impianti fotovoltaici per una potenza complessiva di 19 GW, molti dei quali - soprattutto quelli di taglia medio-grande, costruiti in fretta per evitare il taglio degli incentivi - stanno rivelando diversi problemi a distanza di pochi anni dall'installazione. Quello dell'operation e maintenance si presenta dunque come un settore chiave per lo sviluppo del fotovoltaico in Italia, anche e soprattutto alla luce dei tagli previsti dallo spalma-incentivi, tali da rendere necessaria un'ottimizzazione della produzione degli impianti esistenti negli anni a venire.

"Ormai possiamo dire che ci siamo occupati di circa 1 GW di impianti" - spiega Mauro Moroni, CEO della società di consulenza Moroni & Partners, chiamato in causa da QualEnergia.it in vista di un workshop previsto per il 28 novembre a Roma - "e ci siamo accorti che circa uno su quattro ha dei problemi". Tra gli inconvenienti più frequenti, ha proseguito Moroni, figurano quelli legati "a scarsa qualità dei materiali, cattiva installazione, problemi alle cabine inverter, ecc. Difetti che possono compromettere di molto la produttività. Ad esempio il PID (Potential Induced Degradation, ndr), una problematica dei moduli di cui ci si è accorti solo negli ultimi 2-3 anni, può portare a perdite anche del 60-70% nel modulo e a livello di impianto può far scendere la produzione del 20-30%".

Un impianto fotovoltaico su quattro in Italia necessita di monitoraggio e manutenzione

(Un impianto fotovoltaico su quattro in Italia necessita di monitoraggio e manutenzione)

Come mostrato dall'ultimo Solar Energy Report realizzato dal Politecnico di Milano, alla fine del 2013 erano attivi in Italia 93 operatori che offrivano servizi "post-vendita" per impianti fotovoltaici, il 30% dei quali riferibili a società specializzate in O&M. Questi operatori si dividono una fetta di mercato pari al 2% degli impianti italiani, una quota che però raggiunge il 62% in termini di potenza installata sul territorio, per un giro di affari di 368 milioni di euro nel 2013. Un incremento sostanzioso, tuttavia, è previsto per il 2016, quando arriveranno a scadenza gli impianti con contratti a 5 anni entrati in esercizio con il II e III Conto Energia.  

Una spinta al mercato dell'O&M dovrebbe giungere inoltre dal recente spalma-incentivi. "A seguito dei tagli" - ha commentato ancora Moroni - "molti non riescono a pagare la rata del finanziamento e diventa allora essenziale ottimizzare la produttività". Si tratta, in altri termini, di aumentare il livello di attenzione nei confronti dei sistemi di monitoraggio degli impianti già installati. "Un sistema di monitoraggio" - spiega infatti Francesco Dipasquale di Polimatica - "dà un insieme di informazioni che, se opportunamente analizzate, possono consentire di migliorare le performance e la produttività e quindi di sopravvivere allo spalma incentivi". 

Nel corso del 2013, si legge nel Solar Energy Report, i prezzi dei servizi O&M sono calati del 12% su base annua e del 48% rispetto al 2010 per gli impianti da diversi MW, mentre sul fronte degli impianti sotto al MW il calo è stato del 31% su base annua e del 52% sul 2010. E' ancora Moroni, infine, a fornire preziosi consigli ai proprietari degli impianti sulla scelta degli operatori O&M: "A parità di servizi e garanzie bisogna informarsi se chi offre i servizi dispone di personale qualificato in loco, abilitato per interventi su inverter, di primo e anche di secondo livello. Oltre a questo è importante che abbia disponibilità immediata di pezzi di ricambio, avendo magari accesso a magazzini anche consorziati con altre aziende. Infine va considerata anche la solidità e l'esperienza : diverse società che offrivano prezzi e garanzie che non riuscivano a sostenere sono saltate". 

AutoreDott. Andrea D'Ammando

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