Fotovoltaico galleggiante sul lago di Resia

È un lago alpino artificiale il lago di Resia in Val Venosta (BZ) avente un bacino con una capacità di 120 milioni di metri cubi  ed è il lago più grande dell'Alto Adige ed è proprio in questa valle che ad inizio d'anno 2014 sono state collocate sulla superficie (del lago) delle isole fotovoltaiche galleggianti ad opera dell'Eurac (European Academy di Bolzano), per sperimentare un progetto curato da David Moser dell'Istituto per le Energie Rinnovabili.

Perché i laghi artificiali di questi luoghi?

Perché le superfici di un lago in alta montagna hanno maggiore capacità rifrangente che tradotto in termini di energia è maggiore efficacia energetica dunque, maggiore produzione perché i raggi del sole in montagna sono più forti e i laghi, riflettendoli, aumentano la loro efficacia.

E grazie a questo fenomeno naturale, amplificato dalla presenza di acqua, ghiaccio e neve,  le isole galleggianti risultano essere maggiormente produttive.


Vista del lago di Resia con la su afamose torre nel lago (BZ)

(Vista del Lago di Resia con la sua famose torre nel lago -BZ-)


 

Lo studio dell'Eurac risulta ancora in itinere, ma riscuote già i suoi primi successi per i risultati prodotti.

La provincia di Bolzano ha infatti affidato il progetto di ricerca a professionisti che per lavoro e passione stanno ancora sviluppando nuovi esperimenti nei laghi artificiali - derivanti dalla costruzione delle dighe nate per finalità idroelettriche - nelle diverse valli: Val Senales, Val d'Ultimo e ovviamente il già menzionato Lago di Resia perché in questi luoghi si registra un' insolazione media di 1600 kw/ora per mq l'anno. E dati i primi esiti positivi, il fisico D. Moser - direttore dei lavori - sostiene che il fotovoltaico galleggiante potrebbe essere un buon investimento per potenziare la produzione in loco dell'energia pulita perché, in percentuale, questo tipo di installazione ha la capacità di aumentare la produzione di energia dal 20% al 40% rispetto ad un sistema ordinario di fotovoltaico.

 

I pannelli fotovoltaici galleggianti che sono, per l'appunto, delle vere e proprie isole sul lago, sono capaci di aumentare la produzione di energia del 20% rispetto ad un fotovoltaico a bassa quota; se poi lo stesso viene maggiorato di un sistema automatico ad inseguimento solare (altra novità!) - sistema che gli permette di seguire l'andamento del sole in modo da essere sempre orientati al miglior irraggiamento -  la capacità supera il 40% rispetto alle installazioni ordinarie. E nel caso specifico del Lago di Resia, si è stimato che la copertura del lago con i galleggianti pari all'1% della superficie, sarebbe in grado di soddisfare il 2% delle necessità dell'intera regione del Trentino Alto Adige…Un risultato strepitoso.

Il progetto di ricerca ‘fotovoltaici galleggianti' ha avuto luogo pensando che i pannelli posizionati sulle dighe sarebbero stati in grado di completare gli impianti idroelettrici esistenti e di sfruttare le superfici che gli stessi mettono a disposizione. Inoltre la scelta di posizionare pannelli su superfici già esistenti (come quella dei laghi) consente di abbattere l'impatto ambientale, senza invadere nuove superfici territoriali o suoli.

una tipologia di fotovoltaico galleggiante

(Una delle tipologie di fotovoltaico galleggiante - fotovoltaico a schiera -in un lago)


Tuttavia gli esperti stanno ancora vagliando l'effettiva fattibilità del fotovoltaico galleggiante perché, come in tutte le situazioni, ci sono dei punti nevralgici, che sono e saranno sotto osservazione:

1. la reazione dei pannelli galleggianti alle temperature invernali e al contatto diretto con l'acqua, la neve e il ghiaccio nei mesi invernali;

2. i costi: perchè la realizzazione e messa in opera dei fotovoltaici galleggianti, rispetto ad un classico fotovoltaico da abitazione, sono più elevati anche se nel contempo questi verrebbero compensati da un'ottima resa.

Purtroppo i fotovoltaici galleggianti non sono una scoperta italiana perché già provati e consolidati altrove; in Svizzera per esempio , nel porto di Neuchâtel, sono attive tre isole galleggianti. Ma possiamo dire che anche l'Italia si sta aprendo a nuovi orizzonti e speriamo che riduca i tempi di avanguardia.

 

 

 

 

 

 

AutoreDott.ssa Maria Logroio


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