Fotovoltaico di Gratzel: la prima facciata a colori a Losanna

Mancano ormai pochi mesi (ufficialmente si parla dell'Aprile 2014) all'apertura del nuovo Swiss Tech Convention Center della École Polytechnique Fédérale (EFPL) a Losanna e in queste settimane si stanno montando sulla facciata ovest 300 m2 di panelli fotovoltaici traslucidi, ben 1400 moduli da 35x50 cm destinati a produrre elettricità secondo il principio di Grätzel (scoperto dal professore, che, tra l'altro, oggi insegna proprio al politecnico, nel 1991 alla University of California con la collaborazione di B. O'Regan).

Dye solar cell o cella di Grätzel, fotovoltaico organico

Già a Dicembre, l'impianto, finanziato dalla società di produzione e distribuzione di energia elettrica Romande Energie (ma nulla si sa sui costi dell'installazione) e prodotto dalla Solaronix (società svizzera specializzata nella realizzazione delle Dye Solar Cell, altro nome per le celle di Grätzel) sarà in funzione e rappresenta un nuovo passo nella collaborazione tra la società elettrica e l'EFPL verso tutta una serie di progetti di ricerca, tra cui la costruzione di un vero e proprio parco solare. 

La nuova frontiera del fotovoltaico organico, in cui due vetrini conduttori, separati da materiale organico (in questo caso, biossido di titanio), fanno da elettrodi, permette un rendimento che prescinde dall'angolo d'incidenza della luce; il che significa che possono essere tranquillamente installati in verticale senza pregiudicarne l'efficienza. Proteggendo, inoltre, l'edificio dalla diretta esposizione al sole, riducono la necessità di servirsi di sistemi di condizionamento.

Le celle di Grätzel si colorano, dunque, di cinque tonalità di rosso, verde e arancio grazie alla fantasia di due artisti, Daniel Schlaepfer e Cathnoerine Bolle, a cui il Politecnico di Losanna ha commissionato una facciata di ben 1400 finestre in vari colori. Il "quadro" finale avrà un aspetto caldo e dinamico e andrà a costituire la prima installazione architettonica al mondo di questo genere, una dimostrazione del potenziale di questo tipo di tecnologia verso la possibilità di produrla e utilizzarla su scala sempre più ampia.

Oltre che in estetica, l'edificio ne guadagnerà, dunque, soprattutto in efficienza. Oltre a produrre energia, i moduli faranno, infatti, anche da schermi solari permettendo di abbassare i consumi legati al raffreddamento dell'edificio, durante il periodo estivo. Per ora, si stima una capacità produttiva annua di 2000 KwH.

Nel frattempo, la società inglese Oxford Photovoltaics sta lavorando alla "stampa" di un pannello di celle solari (Meso-Superstructured Solar Cells, MSSC) direttamente su vetro trasparente da colorare con qualsiasi colore e su superfici di qualsiasi taglia, mentre la University of Sheffield e la University of Cambridge hanno annunciato che saranno presto in grado di spruzzare un nuovo "spray" fotovoltaico direttamente su superfici plastiche.

La strada verso un fotovoltaico sempre più a misura d'uomo è ormai tracciata.

AutoreDott.ssa Morena Deriu

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