Fossili? No, grazie! La risposta di Moreland dall'Australia

Moreland è una municipalità di circa 51 Km2 nell'area metropolitana di Melbourne, nello Stato di Victoria in Australia. Chissà, forse da questa parte del mondo, in molti avrebbero continuato a non conoscerne nemmeno l'esistenza, se non fosse che si è aggiunta alla sempre più lunga lista delle città che dicono no anche e soprattutto a livello politico e amministrativo alle fossili. Sì alle rinnovabili, quindi, per una trentina di città in tutto il mondo: da Dunedin (per dimensioni, la seconda città della Nuova Zelanda) a Seattle (nello Stato di Washington), passando per Oxford in Gran Bretagna e ora, appunto, anche per Moreland.

La città di Moreland, nella municipalità di Melbourne, ha detto ufficialmente no alle fossili

(La città di Moreland, nella municipalità di Melbourne, ha detto ufficialmente no alle fossili)

Ma in cosa consiste esattamente il no di Moreland alle tradizionali fonti di energia fossili?

Esattamente si tratta dell'approvazione una mozione con sei voti a favore e tre contrari e due assenti, che, da questo momento in avanti, vieta esplicitamente in città qualsiasi forma di investimento in forme di energia non rinnovabile. La decisione del Consiglio Comunale prevede così la consegna di report periodici sugli investimenti in campo energetico da parte di tutti gli interessati, in maniera da evitare che si continui a ricorrere a fonti fossili. A questo si aggiunge una presa di distanza ufficiale da qualsiasi azienda, società o istituto finanziario che ha e avrà ancora in qualche modo a che fare con queste fonti di energia. 

Ma che ne sarà degli accordi e dei contratti già in essere?

I contraenti hanno tempo massimo tre anni per rivalutarli e commutarli a favore delle rinnovabili. 

Il no alle fossili di Moreland dà tempo massimo tre anni per rivalutare i contratti che hanno a che fare con le fossili

(Il no alle fossili di Moreland dà tempo massimo tre anni per rivalutare i contratti che hanno a che fare con le fossili)

Con i suoi 147,000 abitanti, il Consiglio di Moreland è il primo dello Stato di Vittoria a bandire ufficialmente le fossili, nonché il primo dell'intera Australia a dare il via a una strategia di investimento alternativa rispetto a quelle ufficiali. 

La città diventa così un punto di riferimento obbligato per piccoli e grandi centri interessati a promuovere una crescita rinnovabile e sostenibile e, intanto, si avvia a passo spedito verso il taglio del 22 % delle emissioni di CO2 previsto entro il 2020, sostenuto e promosso a gran voce dai comitati locali del Climate Action Moreland e del 350.org, promotori di tutta una serie di attività di sensibilizzazione tra la popolazione, che si sono rivelate fondamentali per l'approvazione della mozione da parte del Consiglio Comunale. Una petizione firmata da più di un migliaio di abitanti e una serie di manifestazione con alcune centinaia di residenti hanno, infatti, avuto il loro peso sulla decisione del Consiglio comunale di Moreland. 

Sull'approvazione della mozione da parte del Consiglio comunale di Moreland, ha giocato un ruolo importante la mobilitazione cittadina

(Sull'approvazione della mozione da parte del Consiglio comunale di Moreland, ha giocato un ruolo importante la mobilitazione cittadina)

Va ricordato, infine, che Moreland non rappresenta certo un caso isolato all'interno del continente australiano. Il voto del Consiglio comunale, infatti, è arrivato a pochi giorni di distanza dalla stessa presa di posizione ufficiale da parte della University of Sidney, dalla Diocesi anglicana di Perth (la più grande città sulla costa ovest dell'Australia) e la Chiesa Unita Australiana, che ha preso ufficialmente distanza anche dagli investimenti in campo minerario. E intanto, una recente ricerca dell'Università proprio di Melbourne ha mostrato come l'intero continente potrebbe diventare 100 % rinnovabile nell'arco di appena dieci anni.

AutoreDott.ssa Morena Deriu

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