Finanziamenti a fondo perduto per l'installazione di un impianto fotovoltaico: esempi e curiosità più comuni

Una volta segnata la fine del conto energia e dei finanziamenti al fotovoltaico, adesso, il settore ha di bisogno di un impulso per continuare la sua scalata verso la fonte rinnovabile più impiegata. Tuttavia, gli impianti fotovoltaici hanno un costo iniziale molto elevato e sebbene tutti conoscano i grandi benefici economici e ambientali garantiti dagli impianti solari, l'investimento iniziale non è da tutti.

Proprio per questo motivo, per sopperire la mancanza del GSE, numerosi enti si sono mossi nella speranza di poter salvaguardare gli investimenti al settore del fotovoltaico. Ad iniziare dagli istituti di credito, i quali propongono mutui e prestiti agevolati, passando per le detrazioni fiscali ancora valide fino al 31 dicembre del 2014, fino ad arrivare ai finanziamenti a fondo perduto promossi dalle regioni o dalle iniziative comunitarie.

CHE COSA SI INTENDE PER FINANZIAMENTO A FONDO PERDUTO PER L'INSTALLAZIONE DI UN IMPIANTO FOTOVOLTAICO?

I contributi a fondo perduto, messi in pratica da numerosi enti regionali ed europei, per l'installazione di impianti fotovoltaici, e in generale per l'investimento in energia rinnovabile, costituiscono finanziamenti appetibili e davvero vantaggiosi.

La richiesta di installazione di impianti fotovoltaici è sempre in crescita, come anche la produzione di energia pulita dagli impianti solari, che in Italia si attesta intorno al 17% sulla produzione complessiva. Investire sul fotovoltaico è una scelta giusta e accorta, per una serie di motivi, legati al rispetto ambientale e al risparmio energetico: infatti, investendo nel settore del solare, è possibile limitare il tetto di subordinazione energetica dalle altre nazioni, limitare l'oscillamento dei prezzi dell'energia e migliorare il panorama geopolitico.

Inoltre, grazie ai finanziamenti a fondo perduto, il fotovoltaico diventa anche un'opportunità vantaggiosa in termini economici, poiché, rispetto ai comuni prestiti e mutui al fotovoltaico, essi vengono erogati con tassi minimi, nettamente inferiori rispetto a quelli imposti dagli istituti affini.

I finanziamenti a fondo perduto, così, diventano le alternative per un investimento sicuro, accessibile a tutti e in grado di far crescere il settore del fotovoltaico.

I finanziamenti a fondo perduto, inoltre, sono compatibili con altre forme di incentivo, dunque, la loro erogazione può davvero consentire un risparmio netto sugli impianti di fotovoltaico, a patto che l'impianto sia collegato alla rete.

I finanziamenti a fondo perduto per gli impianti fotovoltaici vengono diffusi mediante bandi regionali o comunitari, i quali vengono pubblicati periodicamente. I finanziamenti al fotovoltaico vengono suddivisi in vari settori, ovvero i seguenti:

  • i finanziamenti per i privati;
  • i finanziamenti per le aziende;
  • i finanziamenti per le energie rinnovabili a tassi agevolati, se confrontati con quelli erogati dagli istituti di credito.

CHI PUÒ BENEFICIARE DEI FINANZIAMENTI A FONDO PERDUTO PER L'INSTALLAZIONE DI UN IMPIANTO FOTOVOLTAICO?  QUALI SONO I REQUISITI E LA DOCUMENTAZIONE NECESSARIA?

Coloro i quali possono accedere ai contributi variano in base alla tipologia di finanziamento scelto, alla natura del richiedente e dal bando emesso dalla regione o dall'Europa.

In generale si può affermare che i finanziamenti a fondo perduto vengono concessi sia a privati, per la realizzazione di impianti sui tetti degli edifici, sia alle aziende, per l'investimento in impianti ben più vasti che ricoprino il tetto di un capannone, oppure una porzione di territorio limitrofo. L'importante è che gli impianti siano allacciati alla rete, cosicché sia possibile calcolare la produzione e il fatturato, mediante appositi contatori.

Infatti, alcuni bandi regionali, prevedono anche un rimborso sulla produzione, una sorta di incentivo per l'autoconsumo.
Per beneficiare degli incentivi a fondo perduto è indispensabile rispettare alcune clausole, ovvero le seguenti:

  • gli edifici devo essere già esistenti alla data d'inizio di pubblicazione del bando di concessione;
  • i soggetti richiedenti, alla presentazione della domanda, devono risultare proprietari o comproprietari dell'edificio destinato all'installazione dell'impianto;
  • per i privati, gli edifici devono risultare abitazione principale, con l'obbligo di residenza.

Inoltre, le agevolazioni, solitamente, vengono concesse se riferite a nuovi impianti da realizzare in seguito alla presentazione della domanda. Gli impianti, inoltre, devono essere realizzati seguendo precise norme tecniche, soprattutto per ciò che riguarda il risparmio energetico e la sicurezza. In maniera particolare per quest'ultimo aspetto, è necessario presentare la seguente documentazione:

  • la dichiarazione di conformità dell'impianto, rilasciata dall'installatore;
  • la certificazione di conformità alle norme UNI, certificati da un organismo di un paese dell'Unione Europea.
  • La percentuale concessa sulla spesa totale dell'impianto varia in base ai bandi. Quest'ultimi, inoltre, prevedono precise limitazioni che stabiliscono i seguenti punti:
  • l'entrata in vigore;
  • l'ammontare;
  • il termine di scadenza di presentazione della richiesta;
  • le informazioni relative alla documentazione necessaria e a coloro i quali possono accedervi;
  • l'inizio dei lavori.

ESEMPI DI FINANZIAMENTO A FONDO PERDUTO PER L'INSTALLAZIONE DI UN IMPIANTO FOTOVOLTAICO

Come già anticipato, esistono differenti modalità di concessione del finanziamento a fondo perduto. Essi possono essere somministrati dalle regioni o direttamente dall'Europa. Le causali possono essere differenti e riguardare vari settori della società.

Qui di seguito si forniscono due esempi di finanziamento a fondo perduto per l'installazione di un impianto fotovoltaico, uno riferito ad un'iniziativa regionale, l'altro, invece, comunitario e indirizzato all'impegno femminile nel settore.

ESEMPIO 1: BANDO DELLA REGIONE SARDEGNA

La Regione Sardegna ha reso pubblico un bando che prevedeva l'erogazione di contributi a fondo perduto per tutti coloro i quali decidevano di installare un impianto fotovoltaico, entro e non oltre il giugno del 2013.

Il bando si rivolgeva ai privati, i quali desideravano installare un impianto fotovoltaico sul territorio sardo, mentre le aziende venivano totalmente escluse.

Il finanziamento prevedeva un contributo a fondo perduto di circa 700€ per ogni kWp installato. Dopo che l'impianto fotovoltaico veniva installato e connesso alla rete, il titolare doveva avere cura di compilare un modulo di richiesta, disponibile on line, all'interno del portale della Regione Sardegna.

La domande stampata, con apposta una marca da bollo da 14,62€, andava inviata al Servizio Energia della Regione Sardegna, in busta chiusa; inoltre, in allegato, era necessario presentare anche la seguente documentazione, ovvero:

  • i verbali che attestano la connessione alla rete;
  • la fattura di acquisto dell'impianto fotovoltaico, riportante la data di pagamento;
  • la scheda tecnica compilata e firmata da personale abilitato;
  • attestazione del versamento degli oneri istruttori;
  • copia di un documento di identità e del codice fiscale del richiedente;
  • schede di rilevamento dei dati ai fini statistici.

ESEMPIO 2: L'INVESTIMENTO FEMMINILE NEL SETTORE DELLE RINNOVABILI

I finanziamenti a fondo perduto, indirizzati all'investimento femminile nel settore del fotovoltaico, fanno riferimento alla legge 215 del 1992 Azioni Positive per l'imprenditoria femminile, con la quale si definiscono i tempi e le modalità per usufruire delle agevolazioni.

Negli ultimi anni, l'imprenditoria femminile ha dimostrato di sapere resistere alla dilaniante crisi, sostituendosi e segnando un netto vantaggio rispetto a quella maschile. In funzione di ciò, l'Unione Europea, ha deciso di incentivare il gentil sesso, per consentire di occuparsi del settore delle energie rinnovabili, dunque anche degli investimenti al fotovoltaico.

I contributi comunitari, si indirizzano a quell'imprenditoria femminile che desidera impiegare le proprie risorse nella ricerca e nell'innovazione nel settore delle rinnovabili. Le misure incentivanti, alcune a fondo perduto, altri parziali, tra cui il PON (Programma Operativo Nazionale) e il FESR (Fondo Europeo di Sviluppo Regionale), consentono all'imprenditoria femminile di investire nei prodotti per la produzione di energia rinnovabile, così da favorirne un uso razionale e una maggiore efficienza energetica.

Per il periodo che va dal 2007 al 2013, il finanziamento destinato al PON Ricerca e Competitività si attesta, all'incirca, intorno ai 6.205.000€: per le piccole imprese, il contributo a fondo perduto consentiva di ricoprire il 50% dell'investimento totale.

Coloro i quali fossero interessati possono fare riferimento ai tre decreti del Ministero dello Sviluppo Economico del 6 agosto 2010 pubblicati sulla Gazzetta Ufficiale a settembre 2010, i quali hanno per oggetto gli investimenti produttivi in innovazione, energie e ricerca nel settore delle rinnovabili.

AutoreDott.ssa Sara Tomasello

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