Eolico in forte crescita negli Stati Uniti. In Italia ancora riserve

Il mercato delle rinnovabili e l'obiettivo del risparmio energetico, è ormai argomento principe di molti dibattiti al livello mondiale.

Sono ancora pochi però quei Paesi che stanno realmente mettendo in campo le proprie capacità tecnologiche e che al livello legislativo promuovono e applicano decreti, che possano salvaguardare l'ambiente dall'eccessiva emissione di CO2, facendo risparmiare anche i contribuenti.

Gli Stati Uniti, sono uno di quei Paesi che, insieme anche con la Germania e l'Inghilterra, stanno puntando sempre di più all'espansione del mercato eolico.

L'Awea, American Wind Energy Association, riferisce che l'industria eolica americana ha risposto all'estensione della Production Tax Credit (PTC) avviando nel 2013 la costruzione di un numero senza precedenti di impianti eolici, sostenuti da accordi di vendita di elettricità.

Questi risultati dimostrano che la PCT continua ad essere una politica efficace, un traino dell'economia statunitense, con miliardi di Dollari di investimento da parte dei privati, che crea vantaggi economici e posti di lavoro per tutta la comunità americana incentivando l'industria manifatturiera di settore.

Una crescita record per l'energia eolica quindi, determinata non solo dall'estensione della PCT, ma anche da investimenti in innovazioni tecnologiche, che hanno fatto scendere il costo dell'energia eolica del 43%, in soli 4 anni.

 Ecco qualche dato tratto dalla relazione di bilancio dell'Awea: 

  • Alla fine del 2013 c'è stato un aumento di potenza eolica senza precedenti, con più di 12.000 MW. I progetti eolici attualmente in opera potrebbero alimentare l'equivalente di 3,5 milioni di case americane
  • Numero record di contratti di acquisto di energia a lungo termine
  • Attualmente ci sono più di 5600 MW di ordini di turbine, con i principali impianti di produzione
  • La capacità di produzione manifatturiera statunitense si è immensamente allargata e nel quarto trimestre è stato preso il più grande ordine di turbina nella storia dell'industria eolica statunitense

In sostanza, i consumatori che vivono negli Stati che utilizzano quasi prevalentemente energia eolica se la sono cavata molto meglio, rispetto ai loro compatrioti che ne utilizzano meno, vedendo il prezzo delle bollette elettriche diminuire del 37% negli ultimi 5 anni, mentre tutti gli altri hanno visto gli stessi aumentare del 7,79% nello stesso periodo di tempo. E se andiamo poi a vedere il consumo di energia durante le ondate di gelo che hanno colpito duramente il territorio americano, possiamo capire quanto questa diminuzione del prezzo dell'energia abbia notevolmente giovato al bilancio energetico delle famiglie statunitensi.

Il potenziale energetico delle pale eoliche negli Stati Americani

(Potenziale energetico di alcuni Stati Americani. Fonte wired.com)

Questo grande investimento nell'eolico sembra essere una scelta vincente, se solo pensiamo che negli Stati del Midwest eolico e gas hanno fatto scendere del 40% il prezzo dell'energia elettrica in pochi anni, causando poi delle difficoltà a chi produce elettricità da carbone e nucleare.

L'eolico, quindi, è sicuramente la fonte di energia più conveniente, con dei costi marginali quasi nulli e può contare su incentivi per ogni MW prodotto. Inoltre, si verifica che le turbine continuano a generare energia anche quando la richiesta è bassa e, quindi, in determinati casi, vi è energia in eccesso (soprattutto negli Stati più ventosi), che porta all'azzeramento o, addirittura, a valori negativi i prezzi.

Ed è notizia di pochi giorni fa, che la statunitense Principle Power ha ottenuto il via libera per l'installazione di 5 pale eoliche galleggianti, a largo dell'Oregon: un impianto da 30MW di potenza, il primo parco eolico offshore galleggiante. Un passo importante, possibile grazie all'accordo firmato nel 2012 da Stati Uniti e Gran Bretagna, in merito allo sviluppo della tecnologia, che permetterà di sfruttare anche il vento delle acque più profonde, al fine di generare sempre maggiore energia.

Il panorama italiano, rispetto agli impianti eolici e paragonato alla cultura americana in questo settore, è invece, decisamente indietro. Ed il colpo di grazia è arrivato con l'approvazione, avvenuta il 19 febbraio in Senato, del Decreto Destinazione Italia. Il Coordinamento delle Fonti rinnovabili e dell'Efficienza energetica, boccia infatti le norme per la riduzione delle bollette e fonti rinnovabili contenute nel Decreto, dichiarando che "Il rischio che l'intero settore delle rinnovabili subisse un ulteriore attacco retroattivo, con la conversione in Legge del Decreto Destinazione Italia, è purtroppo divenuto realtà, con l'approvazione, senza modifiche, avvenuta ieri al Senato di questo provvedimento. Il Ministro dello Sviluppo Economico, Flavio Zanonato allo scopo di ridurre gli oneri della Componente A3 della bolletta elettrica, ha ignorato le proposte alternative avanzate dal Coordinamento Free che avrebbero realmente ridotto il costo delle bollette, nel contempo salvaguardando lo sviluppo delle rinnovabili, e ha voluto invece mantenere il cosiddetto 'spalma incentivi', in sostanza un ricatto agli operatori del settore, i quali si trovano a dover accettare un taglio retroattivo degli incentivi, poiché in caso contrario non potranno effettuare interventi di efficientamento sugli impianti esistenti".

Parliamo di un'industria che conta oltre 4000 imprese con più di 150.000 occupati.
La legge colpisce in particolare il settore eolico, escludendo la gran parte degli impianti responsabili degli oneri della A3. Un ulteriore duro colpo al settore delle rinnovabili, a cui si aggiunge la continua lotta degli ambientalisti contro la costruzione di centrali eoliche, che deturperebbero le nostre terre.

C'è da dire che il territorio americano risulta maggiormente idoneo all'impianto di turbine eoliche, con i suoi territori sconfinati, che non vengono di certo oscurati o imbruttiti dalle pale. Anche qui la scelta è ardua e le decisioni devono essere ben ponderate. Da una parte, la corsa alle rinnovabili, con la legge Destinazione Italia, rallenta in maniera vistosa l'adeguamento anche del nostro Paese alle regole della sostenibilità ambientale e alla possibilità di avere energia pulita e riduzione di costi della bolletta, dall'altra è anche vero che le bellezze del territorio italiano nulla hanno a che vedere con quelle americane.
La nostra storia, la bellezza delle nostre coste, verrebbero inevitabilmente sovrastate dalla modernità delle turbine. E anche la superficie del territorio gioca a nostro sfavore: uno piccolo Stato, l'Italia, in cui si concentrano bellezze ineguagliabili, impossibile da paragonare al territorio immenso degli States, che ben si presta alla collocazione delle pale eoliche.

La sfida delle rinnovabili è comunque aperta e, sicuramente, l'investimento in nuove tecnologie e nuovi progetti potranno aiutare l'Italia ad imporsi in questo settore tutelando l'ambiente e i cittadini.

Fonti
www.awea.org
www.governo.it 
www.greenstyle.com 
www.nrdc.org 



 

 

 

 

 

 

AutoreDott.ssa Manuela Borseti

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