Energia rinnovabile dai pomodori? Si può!

Energia rinnovabile dai pomodori? Si può.

Gli scarti della lavorazione di tonnellate di pomodori, insieme a trinciato di mais e liquami bovini, sono infatti il principale e soprattutto ecologico carburante dell'impianto di Maccastorna, paese in provincia di Lodi, atto al riscaldamento dalle abitazioni, degli uffici comunali e della chiesa locale.

Vediamo di cosa si tratta.

L'impianto a pomodori di Maccastorna

Energia rinnovabile a impatto zero dunque nel piccolo comune di soli 67 abitanti di Maccastorna, dove un'industria conserviera, la Solana Spaha optato per il potenziale energetico dei residui della lavorazione di più di 200.000 tonnellate annuali dei tondi pomodori rossi.

Gli scarti dei pomodori, miscelati con i liquami dei bovini da latte e da carne, la risorsa principale del territorio, insieme al trinciato del mais coltivato nei terreni del Lodigiano ai fini del nutrimento del bestiame, sono il carburante ecologico dell'impianto che, attivo dalla fine del 2012, si occupa di scaldare le case dei cittadini di Maccastorna insieme agli uffici comunali e alla chiesa parrocchiale della comunità.

Un progetto intelligentemente ecologico per eliminare dalle case degli abitanti e da tutti gli altri edifici le tipiche caldaie a gas per il riscaldamento, per la riduzione delle emissioni inquinanti e per il calo dei costi delle bollette energetiche.

I pomodori della Solana

(I pomodori della Solana spa, i cui scarti vengono utilizzati come carburante ecologico a biomassa)

Un progetto intelligente

L'impianto di Maccastorna rappresenta la realizzazione di un progetto innovativo, nato dalla collaborazione e dalla sinergia tra industria, agricoltura e municipalità, capace di far capire concretamente quali e quante possano essere le straordinarie risorse offerte da scarti alimentari e agricoli ai fini di una produzione energetica sostenibile, non inquinante e non dispendiosa, cogliendo opportunità che arrivano da prodotti naturali comunemente conosciuti.

Un impianto di riscaldamento alimentato grazie allo sfruttamento degli scarti della lavorazione dei pomodori prodotti dall'industria, è certamente un giovamento per il piccolo comune ai fini dell'eliminazione di un grande quantitativo di rifiuti che non vanno più a contribuire ad inquinare ma vengono impiegati nel riscaldare gli edifici senza produrre emissioni dannosi per l'atmosfera.

Fonti energetiche pulite che dunque risolvono inoltre il problemi dei rifiuti delle industrie alimentari che, dopo la lavorazione del prodotto, si ritrovano immancabilmente con quintali di scarti da smaltire ma, anziché appunto smaltire questi rifiuti pagando altre aziende per buttare gli scarti in discarica, s'ingegnano per installare un impianto ecologico in cui riversarli per produrre energia pulita ed economica,  grazie a curiosità, interesse e voglia di sperimentare nuove possibilità per la creazione di un futuro migliore.

AutoreDott.ssa Elisabetta Berra

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