Elettricità 100% ecologica dal 2050

Una società più pulita e a basse emissioni di elementi inquinanti è possibile. È quanto afferma uno studio condotto da un team di ricercatori provenienti da Norvegia, Stati Uniti e Cina, guidati da Edgar Hertwich e Thomas Gibonche, che hanno stilato un'analisi di possibili scenari futuri in materia di energie rinnovabili e produzione elettrica.

«La decarbonizzazione della produzione di energia elettrica è in grado di supportare la mitigazione dei cambiamenti climatici e presenta l'opportunità di affrontare l'inquinamento derivante dalla combustione di combustibili fossili», è quanto dichiarato in Integrated life-cycle assessment of electricity-supply scenarios confirms global environmental benefit of low-carbon technologies nella quale gli esperti hanno presentato i risultati dell'impatto delle fonte rinnovabili sulla società mondiale. In particolare gli scienziati hanno preso in esame due tipologie di fonti rinnovabili: quella solare e quella eolica, tralasciando altre forme come le bioenergie e le forme di conversioni delle colture perché, in quel caso, si sarebbe trattato di introdurre nel discorso una serie troppo ampia di varianti.

L'energia solare presto potrà essere una componente importante nella produzione dell'energia elettrica globale
(Immagine esemplificativa dell'energia solare)

La ricerca prende in esame l'intero ciclo di produzione dell'energia elettrica prodotta mediante fonti rinnovabili, quindi tiene conto degli impatti sull'ambiente, sull'economia, sulla richiesta di materie prime e mette a confronto i dati di produzione con le centrali di gas e carbone e di fonti rinnovabili. Con scadenza 2050, gli scenari analizzati sono due: in uno si prevede l'aumento del 134% della produzione elettrica mondiale l'altro, invece, prevede l'aumento di solo il 13% perché il consumo si ottimizzerebbe.

I risultati dell'analisi sono più che soddisfacenti, in pratica i ricercatori affermano che la società mondiale potrebbe costruire un fabbisogno energetico prodotto con tecnologie low-carbon entro il 2050. La ricerca, però, dimostra che sarebbe necessario un investimento maggiore per mettere su l'intero sistema ad alimentazione low-carbon rispetto a quello tradizionale. Oltre che a investimenti economici a preoccupare gli esperti che hanno stilato la ricerca, sarebbe anche un aumento di richiesta delle materie prime necessarie a costruire i pannelli fotovoltaici e gli impianti eolici.

In particolare, lo studio dimostra, che si necessiterebbe di un aumento di richiesta compreso tra 11 e 40 volte del rame per i fotovoltaici e almeno 4/14 volte di ferro in più per la costruzione di impianti eolici. A preoccupare i ricercatori, che si sono basati sulla produzione contemporanea di queste materie prime, sarebbe proprio il rame che desterebbe qualche pericolo di reperimento. In generale, rame a parte, gli esperti affermano che l'approvvigionamento delle materie prime non sarebbe un grosso problema e che basterebbe la produzione globale di due anni di rame e di un anno di ferro per poter costruire un sistema di produzione elettrico ecologico che possa fornire energia nel mondo entro il 2050.

Tim Radford afferma che: «Un'economia low-carbon non è solo fattibile: in  realtà potrebbe raddoppiare l'alimentazione di energia elettrica entro il 2050, riducendo anche l'inquinamento dell'aria e dell'acqua. Anche se l'energia fotovoltaica richiede fino a 40 volte più del rame delle centrali elettriche convenzionali e l'energia eolica utilizza fino a 14 volte più ferro, il mondo ci guadagna con il passaggio alle energie low-carbon». Dunque i benefici di un sistema così concepito andrebbero ben oltre il maggiore costo richiesto per la sua creazione, a beneficiarne sarebbero l'aria e l'acqua e quindi tutti noi esseri umani.

AutoreDott. Giovanni Rispo


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