ETree: l'albero fotovoltaico

Giusto ieri sera stavo guardando un servizio sull'incremento di emissione di CO2 nell'atmosfera a causa del nostro uso smodato di petrolio e  di carboni fossile per produrre energia e su quanto anche il disboscamento selvaggio influisca sui cambiamenti climatici. Per una strana associazione di idee mi è tornato in mente l'E-Tree, l'albero fotovoltaico che sta conquistando diverse città nel mondo. Curiosando in giro per il web si trovano diversi articoli sull'E-Tree, ogni versione prodotta ha un particolare che lo distingue dalle altre. Oggi vi parlerò di quattro E-Tree, in giro per il mondo, che mi hanno colpito per le loro diverse destinazioni d'uso.

Iniziamo con lo Street Charge di New York.

Iniziativa promossa da AT&T (gigante della telefonia americana) in collaborazione con GoalZero, è attiva nella grande Mela dal giugno 2013 e permette di ricaricare il proprio cellulare, in maniera gratuita, lungo le vie principali della città e nei parchi, grazie ad apposite stazioni, alimentate da tre pannelli solari da 15 Watt ciascuno e da una batteria di 168 Watt/h, per funzionare anche in mancanza di una bella giornata di sole. L'idea risale al 2011 quando l'uragano Sandy, che provocò un gigantesco blackout elettrico a New York, rese difficili sia le comunicazioni che i soccorsi. Allora si ricorse a una soluzione ecosostenibile portando così alla nascita, prima nel quartiere di Brooklyn e poi in tutta la città (ci sono 25 centraline, ad oggi), di Street Charge. Ogni stazione è provvista di sei diversi connettori adatti per i maggiori tipi di cellulari come IPhone, Android e Windows Phone. 

(Funzionamento dell'E-tree Street Charge a New York)

Lo Strawberry Tree.

Volando dall'altra parte dell'oceano fino a giungere nel vecchio continente, fino a giungere in Serbia, si può usufruire dello Strawberry Tree. Volendo rendere le fonti energetiche rinnovabili più accessibili a tutti, la Strawberry Energy ha realizzo queste stazioni pubbliche dove è possibile ricaricare i propri devices, come il cellulare, e in alcune, anche connettersi al Wi-fi. Creatore di questo caricabatteria ecologico è il serbo Miloš Milisavljevic, che lo progetta da quando ha 17 anni. Attualmente ci sono dodici stazioni Strawberry Tree, dieci in Serbia e due in Bosnia-Erzegovina, grazie al sostegno della compagnia telefonica M:tel. Esistono anche diverse tipologie di Strawberry Tree, che possono essere installate in luoghi pubblici come strade, piazze e parchi. La prima è quello che è propriamente chiamato "Strawberry Tree": una semplice panchina dove sedersi a leggere un libro o ad ascoltare musica o semplicemente a non far nulla in attesa che si ricarichi il cellulare (ci vogliono solo 15 minuti!). Non è necessario neanche portarsi dietro il caricabatterie perché la panchina è dotata di 16 diversi connettori per soddisfare qualsiasi modello e marca di devices. La seconda è la versione "Mini", dotato di ruote e dimensioni ridotte per essere trasportato ovunque, anche per manifestazioni itineranti. Il terzo, in fase di realizzazione, il "Mini Rural" è stato pensato per raggiungere tutte quelle zone rurali che ancora non possono usufruire dell'energia fotovoltaica.

(Esempio di Strawberry Tree)

L'U-Tree spagnolo

"Un solo elemento di arredo urbano può offrire mille servizi utili". Così la IE Business School di Madrid presenta l'U-Tree, ovvero l'Urban Tree, che oltre a produrre energia dai pannelli solari, può ospitare anche l'illuminazione pubblica, i semafori e altri servizi utili ai cittadini, come centraline meteo e hot spot wireless. Inventato da Xabier Perez de Arenaza, è una specie di lampione che ospita 77 celle fotovoltaiche che compongo le foglie dell'U-Tree. Riesce a produrre quasi 14 chilowattora, poco se preso singolarmente ma essendo pensato per essere presente in ogni strada, piazza o luogo pubblico, allora la produzione di energia pulita aumenta sostanzialmente.

(L'U-Tree spagnolo nei diversi colori)

L'E-Tree israeliano

Questo E-Tree, alto 3,5 metri, non solo produce energia pulita ma anche acqua potabile. Progettato e creato dalla Sologic, startup israeliana, è stato installato nel parco naturale di Ramat Hanadiv, in Israele, ed assomiglia a un vero e proprio albero. Corredato inoltre da un abbeveratoio per gli animali, fornisce riparo dalle intemperie, comfort essendo dotato di una panchina, che funge anche da docking station per ricaricare i dispositivi tecnologici ed eroga acqua fresca ai visitatori del parco grazie a un sistema integrato nell'albero. Costituito da una serie di pannelli fotovoltaici che producono energia 24 ore su 24, sette giorni su sette, è anche capace di illuminare l'intero parco durante la notte grazie a un sistema di illuminazione a Led, anche questa pulita al 100%. Dopo aver superato la prova nel parco verrà installato in diversi quartieri e città israeliane.

( La rivoluzione fotovoltaica nel parco naturale di Ramat Hanadiv)

Per concludere vi parlo dell'Albero d'Oro Beghelli. Questo "albero" è basato su una tecnologia ad alta concentrazione, che utilizza celle fotovoltaiche che producono il doppio rispetto a quelle tradizionali, catturando il 40% dei raggi solari contro il 18% di quelle tradizionali. Ad ingombro ridotto è destinato ad industrie, aziende agricole e agriturismi. In più le celle fotovoltaiche sono sistemate su specchi parabolici che riflettono e concentrano i raggi solari su minime parti di materiale fotosensibile ed è dotato di un sistema di inseguimento solare. In poche parole si comporta come un girasole, insegue il sole, in senso azimutale e zenitale. 

( Albero d'Oro Beghelli)

AutoreDott.ssa Sofia Catoni

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