È possibile creare un futuro al fotovoltaico con i SEU e i RIU? I vantaggi e le problematiche

La fine del conto energia e lo stop agli incentivi statali al fotovoltaico costituiscono le due principali cause del futuro incerto del settore. Le domande più ricorrenti tra gli appassionati e gli interessati sono sempre le medesime: il fotovoltaico continuerà a sopravvivere anche dopo l'arresto degli incentivi statali?

Nuove alternative si fanno avanti e nuovi enti si affacciano nel settore delle rinnovabili: gli istituti di credito con i mutui e i leasing, le regioni con i finanziamenti a fondo perduto. L'Autorità per l'Energia (Aeeg) parla anche di sistemi di distribuzione chiusi e di sistemi di produzione e consumo, in giro, aleggia il dubbio e l'attrattiva verso i SEU e i RIU, insomma il fotovoltaico sembra avere ancora molta strada da fare prima di consegnare definitivamente le armi e proclamare la sconfitta.

La paura più grossa dell'Aeeg sta nel fatto che le rinnovabili costituiscono un oneroso interrogativo per le casse dell'ente, in quanto è difficoltoso stabilire un equilibrio tra la produzione delle rinnovabili e l'immissione dell'energia nella rete elettrica.

C'è chi anche avanzato l'idea di far pagare, ai titolari di impianti fotovoltaici, gli oneri per l'energia prodotta e auto consumata. Ciò determinerebbe la fine stessa del fotovoltaico, poiché gli stessi SEU e RIU diventerebbero molto più costosi.

CHE COSA SI INTENDE PER SEU E RIU?

La sigla SEU sta ad indicare i Sistemi Efficienti di Utenza. Questi particolari e ancora non regolamentati sistemi di scambio di energia elettrica pulita, consentono di accorciare la distribuzione di elettricità, in maniera tale che ad essere in contatto siano direttamente il produttore e il consumatore, senza la mediazione dell'ente.

Il funzionamento dei SEU è molto semplice, poiché impegna il produttore e il consumatore in un legame di interdipendenza: il primo produce l'energia necessaria al consumo del secondo. In questo modo, il consumatore è obbligato ad acquistare l'energia esclusivamente dal produttore; inoltre entrambi devono appartenere al medesimo sito e il consumatore deve essere singolo.

La sigla RIU sta ad indicare Reti Efficienti di Utenza e il funzionamento garantisce una situazione che muta lievemente rispetto a quella descritta per i SEU. Nel caso dei RIU, infatti, vale il medesimo discordo di interdipendenza tra il produttore e il consumatore di energia pulita, tuttavia, quest'ultimo non deve per forza essere unico; la rete di produzione e consumo, però, deve essere limitata solo a tre comuni o province adiacenti.

In particolar modo, i RIU sono stati definiti dalla legge n.99/2009, nell'articolo 33 comma 1, all'interno del quale si precisano alcuni requisiti fondamentali, ovvero i seguenti:

  • costituiscono un sistema elettrico distributivo, destinato all'alimentazione di unità di consumo industriale;
  • la tensione nominale ammessa non deve essere inferiore a 120kV.

QUALI SONO I DUBBI IN MERITO AL FUTURO DEI SEU E DEI RIU PER LE AZIENDE? QUALE È LA SITUAZIONE FUTURA PER I PRIVATI?

In entrambi i casi, il fotovoltaico sarebbe tutelato da una discreta programmazione, soprattutto nel caso di aziende, le quali annullerebbero l'incognita economica legata all'energia. Tuttavia se l'Aeeg approvasse il pagamento degli oneri per l'autoconsumo dell'energia, nemmeno i SEU e i RIU costruirebbero delle alternative sicure, poiché le tariffe potrebbero essere elevate e mutare nel tempo. La soluzione più immediata e conveniente, dunque, sarebbe quella di allacciarsi direttamente alla rete nazionale, per l'acquisto dell'energia elettrica, dunque il sogno del fotovoltaico si sgretolerebbe come argilla secca al sole.

Tale sistema dubbioso e incerto condiziona fortemente il futuro delle aziende che decidono di investire nel settore delle rinnovabili.

Il fronte degli investimenti privati non è da meno. Le detrazioni fiscali che sono venute in sostituzione del conto energia, prorogate fino al 31 dicembre del 2014, non sono state ancora ben strutturate e la convenienza, alla fine, si riduce solamente per coloro i quali detengono un reddito molto alto.

La convenienza nell'installazione di un impianto fotovoltaico viene a concretizzarsi solo se un privato paga più di 500€ di IRPEF, sennò il gioco non vale la candela.
Infatti, qualora si decidesse di installare un impianto fotovoltaico sul tetto della propria abitazione, spendendo 10.000€, da diluire con la detrazione IRPEF in rate di dieci anni, si potrebbe risparmiare una cifra pari a 5.000€; il conteggio IRPEF da pagare, ammonterebbe a 500€ in meno per un decennio, dunque, il costo totale dell'impianto equivarrebbe alla metà del suo valore.

In questa bella panoramica non vengono valutati i possibili salta turno di detrazione, come anche i pagamenti inferiori ai 500€ di IRPEF.

QUALI SONO I VANTAGGI CHE I SEU E I RIU POTREBBERO GARANTIRE AL FUTURO DEL FOTOVOLTAICO?

I SEU e i RIU sono sistemi di produzione di energia pulita, introdotti, rispettivamente, nel 2008 e nel 2009, esso sono, ancora oggi, in attesa di una regolamentazione da parte dell'Aeeg. Sebbene i nuovi risvolti sembrano far credere che il futuro di questi due metodi di produzione e di autoconsumo siano ben distanti dal conquistare il predominio energetico del fotovoltaico, i chiari segnali vantaggiosi da essi proposti non hanno tardato a palesarsi.

Entrambi i metodi consentono di sferrare un duro colpo all'ente nazionale di energia elettrica, ponendolo dinnanzi a due competitor agguerriti. Esempi concreti consentiranno di comprendere meglio i vantaggi ai quali i SEU e i RIU possono condurre il settore del fotovoltaico.

Se un operatore realizza un impianto fotovoltaico sul tetto di un capannone industriale e poi rivende l'energia prodotta, direttamente in loco, a consumatori, che sia essi imprese o artigiani, senza  però passare per la rete nazionale, è possibile usufruire di una serie di vantaggi, ovvero:

  • risparmio nei costi di distribuzione e dispacciamento;
  • convenienza economica per gli utenti finali, ovvero le PMI;
  • incremento degli investimenti da parte degli imprenditori privati, i quali fiuterebbero l'opportunità d'investimento;
  • risparmio sulla bolletta per ciò che riguarda i costi inerenti al consumo di energia;
  • nessun incentivo statale sarebbe necessario.

IN DEFINITIVA

I nuovi sistemi di distribuzione di energia pulita potrebbero costituire l'unico futuro per il settore del fotovoltaico, tuttavia, ancora molta strada deve essere percorsa, soprattutto in materia di regolamentazione. Non bisogna dimenticare che l'Aeeg deve ancora pronunciarsi ai SEU.

Tuttavia, SEU e RIU potrebbero diventare nuove sigle comuni nel quotidiano italiano, poiché indispensabili alternative per rimediare alla mancanza di incentivi statali.
I SEU e i RIU, insieme ai finanziamenti bancari, disegnerebbero il futuro del fotovoltaico così da non lasciare aziende e privati soli nella lotta a favore delle rinnovabili.

Con i SEU e i RIU, potrebbe diminuire la necessità di futuri investimenti nella rete di trasmissione, ma al contempo si genererebbe un circuito di autoconsumo molto dinamico, il quale consentirebbe di dimezzare i prezzi dell'energia elettrica, venduta all'ingrosso. Nessuna esigenza di ricorrere a incentivi al fotovoltaico, nessuna necessità imminente di investire in tecnologie per la gestione intelligente dell'energia, il settore riuscirebbe a sopravvivere da solo e tutto il sistema ci guadagnerebbe.

AutoreDott.ssa Sara Tomasello

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