Decreto sul biometano: una rinnovabile dalle grandi potenzialità

Il governo italiano con la firma del Ministero dello Sviluppo Economico al decreto biometano, dimostra, ancora una volta, il suo impegno a dedicare spazio e attenzione alle fonti di energia rinnovabile, rispettando, in questo modo, gli obiettivi del Pacchetto-Clima Energia stabiliti dalla normativa europea.
Naturalmente, il decreto per diventare effettivo, avrà bisogno anche dell'approvazione del Ministero dell'ambiente e di quello dell'agricoltura, cosa che si attende nell'arco di un breve periodo.

Il ministro Flavio Zanonato, intervenuto agli Stati Generali della Green Economy, ha specificato che il decreto darà il via libera all'uso del biometano di seconda generazione nell'ambito della trazione e del riscaldamento all'interno della rete. Gli incentivi messi a disposizione andranno a favorire, in particolare, l'impiego del biometano nei trasporti e sarà, inoltre, previsto un bonus aggiuntivo per i produttori di biogas impegnati anche nella distribuzione.

Il biometano, prodotto a partire dalla digestione anaerobica di rifiuti organici, sottoprodotti delle agroindustrie, sottoprodotti agricoli, effluenti zootecnici e colture vegetali, è una fonte rinnovabile destinata a favorire il processo di decarbonizzazione nel nostro Paese.

Le potenzialità di questa rinnovabile sono state esposte nello studio condotto da Agroenergia nel 2013, intitolato: "Il biometano. Potenzialità, economics e prospettive di sviluppo". Tale osservatorio è stato commissionato da EnergEtica e realizzato in collaborazione con Althesys.
I dati, indicati sul sito di Agroenergia, sono di assoluto interesse. È stata calcolata, infatti, la presenza di 850 impianti di biogas in funzione da fine 2012, con un fatturato complessivo di 2,5 miliardi di euro, dei quali il 70% proviene da aziende impiantistiche italiane. Il potenziale produttivo si aggirerebbe intorno ai 5,6 miliardi di metri cubi l'anno.
L'osservatorio può essere richiesto, nella sua forma completa, gratuitamente dal sito Agroenergia, compilando l'apposito form di domanda.

Agrogenergia, specifica e chiarisce nel riportare i punti salienti del documento, come il "metano ottenuto dal biogas – una fonte rinnovabile programmabile e a circuito chiuso –" sia "in grado di sostituire perfettamente quello di origine fossile", contribuendo, di conseguenza, a una diminuzione dell'effetto serra. Inoltre, il ricorso al biometano dà la possibilità di perseguire l'obbiettivo dell'indipendenza energetica italiana. Basti pensare che, ad oggi, il nostro paese importa circa 70 miliardi di metri cubi di gas naturale l'anno. Ebbene, il biometano può arrivare a coprire fino al 10% del nostro consumo lordo di energia o il 5% al 2020.

"Gli utilizzi del biometano sono molteplici  - sottolinea ancora nell'articolo Agroenergia – a partire dalla produzione combinata di energia termica ed elettrica". Se il biometano verrà, di fatto, usato, in modo preponderante, nei trasporti, il suo impatto ambientale risulterà di molto inferiore a quello di ogni altro carburante attualmente disponibile.  Non è un caso, ha affermato Piero Mattirolo amministratore delegato di EnergEtica, che molti paesi più avanzati stiano già puntando a questa fonte energetica per gli spostamenti. Il calcolo, in Italia, nei primi dieci mesi del 2012, di un aumento del 10% delle immatricolazioni dei veicoli a metano, fa ben pensare e sperare sull'apertura del nostro paese a questo combustibile.

Sebbene, poi, il biometano risulti più costoso del gas naturale, il CIB, Consorzio Italiano Biogas, ha tenuto a sottolineare quanto il suo impiego possa comportare una consistente riduzione dei costi per il trasporto. In tal senso, infatti, contribuendo ai consumi porterebbe un risparmio di 1,6 miliardi l'anno in biocarburanti d'importazione. Non solo, il biometano essendo molto versatile, potrebbe arrivare a sostituire il gas naturale in tutti i suoi utilizzi.

In Italia, molti centri di ricerca a Roma, Bologna, Milano, Bari e Casale Monferrato sono impegnati nello studio delle bioenergie di seconda generazione, fondamentali per lo sviluppo ecosostenibile. D'altronde, precisa Donato Rotundo, responsabile ambiente e territori di Agroenergia-Confagricoltura, nel Position Paper per lo sviluppo della filiera del biometano italiano, quanto l'Unione Europea, abbia, a più riprese, sottolineato "l'importanza dello sviluppo della bioeconomia che rappresenta un grande potenziale, in quanto può mantenere e alimentare la crescita economica e la creazione di posti di lavoro, nonché migliorare la sostenibilità economica e ambientale della produzione primaria".

Fonti:
QualEnergia.it
L'Indro

Foto in copertina di macieklew

AutoreDott.ssa Elisabetta Rossi

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