Dalla metropolitana di Londra arriva il riscaldamento per le abitazioni

Nell'ottica di sfruttare le risorse già a disposizione, c'è chi ha pensato bene di impiegare il calore prodotto dalla metropolitana sotterranea per riscaldare le abitazioni: stiamo parlando della città di Londra. Si tratta indubbiamente di una fonte alternativa attualmente non sfruttata al 100%, ma che potrebbe arrivare a contribuire in modo significativo all'abbattimento delle emissioni di anidride carbonica nell'atmosfera, liberate, invece, dai tradizionali sistemi di riscaldamento.

L'ambizioso progetto vanta di essere il primo in questo ambito su suolo europeo. Nello specifico riguarda il quartiere di Islington, nella zona nord della capitale inglese: il suo sistema di alimentazione e riscaldamento verrà modificato e ampliato per sfruttare il calore di scarto sprigionato dal funzionamento della Northern Line, attraverso un pozzo di ventilazione in grado di catturare il calore e una sottostazione elettrica di proprietà della UK Power Networks per distribuirla. La abitazioni già interessate dal nuovo servizio sono 700, ma si calcola di raggiungere  almeno altre 500 case, per un totale di 1200 abitazioni servite.

La linea di Londra che riscalderà 1200 abitazioni
(La metropolitana Northern Line di Londra)

L'iniziativa ha ricevuto finanziamenti sostanziosi fino ad ora: 2,7 milioni di sterline da parte delle autorità locali e 1 milione di sterline da parte dell'Unione europea. In effetti, questo ultimo ampliamento di strutture da raggiungere fa parte di un progetto europeo molto più ampio, chiamato CELSIUS.

Si tratta di un programma quadriennale capitanato dalla città svedese di Göteborg e mira a individuare le soluzioni migliori in materia di teleriscaldamento e raffreddamento intelligente. Celsius riunisce l'eccellenza e la competenza di cinque città europee con posizioni energetiche complementari, almeno in fase di partenza: Colonia, Genova, Londra , Göteborg e Rotterdam.

Approcci innovativi all'efficienza energetica e l'inserimento entro il 2016 di 50 nuove città nel progetto  concorreranno a raggiungere il vero obiettivo:  una riduzione annuale di almeno 100 TWh (Terawattora) nell'uso di energia primaria, con un abbattimento del rilascio di CO2 pari a circa 20 milioni di tonnellate. Solo a Londra, con questo alternativo sistema di trasferimento del calore verrà evitata l'emissione di circa 500 tonnellate di CO2 ogni anno: un grande aiuto sia per l'ambiente che per le bollette energetiche dei cittadini.

Attraverso un sistema di cattura del calore sprigionato dalla metro, Londra riscalderà 1200 abitazioni
(La metropolitana sotterranea di Londra: The Tube)

Quello di trarre energia da metropolitane e treni non è un nuovo trend totalmente sconosciuto: nella metropoli di Delhi, in India, un gruppo di studenti universitari ha trovato il modo  per generare energia elettrica utilizzando il vento prodotto dal passaggio dei treni nella metropolitana cittadina. Secondo gli studi effettuati, basterebbe posizionare un o più turbine in punti strategici lungo i 196 km della ferrovia per ottenere, in un'ora, circa 500 Wh di energia. Attualmente il progetto è in fase di sperimentazione con una turbina pilota.

A Filadelfia, città della Pennsylvania negli Stati Uniti, hanno ideato un metodo per sfruttare l'energia prodotta in frenata dai treni metropolitani. Il fine ultimo è quella di re-immetterla nella rete di distribuzione attraverso smart grid, reti intelligenti che ripartiscono l'elettricità in base alle richieste, indirizzandola in questo modo ove ce ne sia necessità. Ovviamente non a titolo gratuito, ma a costo agevolato.

Tutti questi esempi di ottimizzazione delle risorse disponibili, di ricerca e sviluppo di tecnologie alternative per l'efficienza energetica sono il chiaro esempio di una sana tendenza: allontanarsi e rendersi sempre più indipendenti dal petrolio.

AutoreDott.ssa Jessica Ingrami

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