Da Sidney una 'tiny house' alimentata dal sole e con materiali riciclabili

Un'abitazione realizzata con tutti i materiali riciclati ed alimentata da fonti di energia rinnovabili. A progettarla è stato James Galletly, noto a Sidney con l'appellativo "The Upcyclist". Parliamo di un vero e proprio appassionato del movimento "Tiny House", ovvero una moda sociale in cui le persone stanno ridimensionando lo spazio in cui vivono.

Negli Stati Uniti d'America la tipica casa è di circa 2.600 metri quadrati, mentre la casa piccola o molto piccola si aggira sui 100-400 metri quadrati. Le persone stanno aderendo, negli ultimi tempi, a questo movimento sia per le preoccupazioni ambientali che finanziarie. Per la maggior parte degli americani almeno la metà del proprio reddito è dedicata, infatti, alle quattro mura. Ciò vuol dire aver dedicato o dedicare 15 anni di lavoro al tetto sotto cui si vive. Ecco allora che nasce un'alternativa: vivere in case più piccole e risparmiare al contempo le emissioni di CO2 mediante un minore impatto ambientale.

MINI-CASA OGGETTI RICICLATI

(A Sidney un rifugio costruito su un rimorchio mediante materiali riciclati. La casa è alimentata dall'energia solare)

Il costruttore australiano Galletly ha deciso di sposare in pieno l'ideologia di questo movimento che sta avendo una larga diffusione in tutto il mondo, realizzando così un appartamento con materiali di recupero che erano stati dismessi. L'opera ha avuto una durata di 3 mesi; circa 500 le ore dedicate alla progettazione, alla ricerca degli oggetti edili e alla costruzione. A collaborare in questa operazione è stato "The Bower" che ha dato una mano per realizzare il piccolo rifugio su rimorchio. Almeno 20 le persone che hanno poi offerto un proprio contributo all'originale idea. Oltre il 95% dei prodotti provengono da materiali riciclati, recuperati da numerosi cantieri di Sidney. Inoltre sono davvero pochi gli oggetti nuovi che sono stati acquistati.

Andiamo nei dettagli e conosciamo un po' meglio questo ambiente. Il rifugio è ricoperto esternamente da allume di zinco, steccati in legno e lamiera ondulata; tutti materiali messi insieme che rendono impermeabile la struttura. All'interno le pareti sono invece frutto di una combinazione di lamiere e compensato. Di grande rilevanza l'uso per le mura del prodotto "earthwool" che si ottiene con sabbia e vetro riciclato; tale materiale ha la funzione di isolante. Il soffitto è ricoperto da un foglio riflettente, mentre almeno quasi tutte le viti sono usate e derivano da "The Bower". <> ha reso noto James Galletly che precisa, inoltre, che la struttura può essere anche staccata dal rimorchio ed installata come una casa normale.

L'arredamento del rifugio è caratterizzato per la maggior parte da mobili realizzati con materiali riciclati. Per evitare di occupare il poco spazio a disposizione, il progettista ha inserito il letto pieghevole e le scale realizzate con i pallet. La scrivania è a scomparsa e pieghevole. Tutti oggetti che mirano dunque ad avere una funzione salva spazio. Sia il sistema di illuminazione che quello di alimentazione è a Led e si ricaricano mediante l'energia solare. Il ricavato della vendita del primo rifugio andrà a "The Bower" e servirà a finanziare la start-up di James Galletly, che intende diffondere questo tipo di  mini -abitazioni alimentate da fonti di energia pulita e realizzate totalmente con materiali riciclati.

AutoreDott.ssa Tiziana Casciaro

Articolo letto 392 volte



Visualizza l'elenco dei principali articoli