Cristian D'Alessandro: la battaglia di Greenpeace

Cristian D'Alessandro è stato liberato lo scorso 21 novembre dal carcere SIZO1 di San Pietroburgo dopo che Greenpeace International ha pagato la cauzione con i propri fondi, 45 mila euro corrispondenti a circa 2 milioni di rubli. Rilasciati anche altri dieci attivisti del gruppo Arctic 30: i tre russi Denis Siniakov, Andrei Allakhverdov, Ekaterina Zaspa (rispettivamente fotografo free lance, portavoce di Greenpeace Russia, medico di bordo), il neozelandese David Haussmann e la brasiliana Ana Paula Maciel.

LE ACCUSE AI PACIFICI GIOVANI DI GREENPEACE

I ragazzi di Greenpeace sono stati arrestati alcune ore dopo aver tentato di scalare la piattaforma petrolifera di Gazprom in segno di protesta: si trovavano nel Mar di Barents con la Arctic Sunrise quando la guardia costiera russa li ha bloccati sequestrando la loro imbarcazione e portando gli attivisti a Murmansk.

Qui sono stati accusati di vandalismo, di pirateria e di possesso di droghe, come oppio e morfina, e la maggior parte di loro è stata sottoposta a provvedimento di custodia cautelare.

Secondo Greenpeace sono accuse insostenibili, inannzitutto perchè non erano presenti sostanze a bordo che non fossero le normali scorte di medicinali e poi perchè la nave degli ecologisti si trovava in un punto che rispettava la distanza limite tra le acque nazionali e internazionali (gli attivisti si sarebbero avvicinati alla piattaforma grazie all'uso di gommoni); anche per questo l'Associazione considera la loro cattura un'azione illegale.

mare artico(La nave spaccaghiaccio di Greenpeace nelle acque del mare Artico)

Inoltre gli ambientalisti affermano: "Secondo il Codice Penale Russo, la pirateria non si applica né alle piattaforme petrolifere come la Prirazlomnaya né a proteste pacifiche". In aggiunta, Giuseppe Onufrio, direttore esecutivo di Greenpeace ha dichiarato: "Quando i governi del mondo non rispondono agli avvertimenti della scienza sulle conseguenze del cambiamento climatico, nell'Artico e altrove, le proteste pacifiche sono cruciali. Qualsiasi accusa di pirateria contro degli attivisti pacifici non ha alcun valore secondo il diritto internazionale. Questo ed altro è quanto riportato su greenreport.

L'INIZIATIVA ECOLOGISTA 

Da anni Greenpeace lotta per la difesa dei mari dell'Artico contro le esplorazioni petrolifere e stavolta toccava difendersi dalla Russia che non rinuncia a eventuali possibilità di ottenere il primato nel ritrovamento di fonti di energia. Ciò è dovuto alle conseguenze portate dallo scioglimento dei ghiacci che permette l'introduzione in aree prima inaccessibili come il fondale del Mar Barents ma anche la possibilità di percorrere nuovi canali di navigazione i quali farebbero di gran lunga risparmiare in termini di tempo e di costi di trasporto. L'associazione ambientalista vuole proprio evitare che una delle poche zone del pianeta ancora poco contaminate si trasformi in un sentiero per petroliere.

Cristian, in carcere dal 19 settembre, ha ottenuto il rilascio ma non la libertà perchè solo quando tutti gli attivisti saranno fuori e sarà loro permesso di lasciare la Russia si potrà realmente festeggiare. Intanto continuano le pressioni diplomatiche e Cristian D'Alessandro lancia un messaggio di speranza mostrando un bigliettino dal finestrino dell'auto nel quale è scritto: You can't sink a rainbow- Non si può affondare l'arcobaleno.

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AutoreManuela Monteleone

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