Come pulire i pannelli solari dalla sabbia del deserto. Ecco Nomadd, vincitore dei Solar Awards

Quando pensiamo allo sfruttamento dell'energia solare nel deserto immaginiamo immediatamente le enormi potenzialità che offre l'elevato irraggiamento delle regioni desertiche. Difficilmente, però, pensiamo a uno dei principali problemi cui sono sottoposti i pannelli solari installati nel deserto: la sabbia. In normali condizioni di vento, la sabbia si deposita quotidianamente sui pannelli solari, riducendone leggermente il loro rendimento, ma i problemi principali si pongono in caso di tempeste di sabbia, in grado di diminuire il rendimento dei pannelli solari fino al 60%. Solitamente per provvedere alla pulizia dei pannelli dalla sabbia e dalla polvere del deserto si ricorre alla pulizia manuale con acqua o con speciali sostanze liquide, per le quali però è sempre necessario l'intervento umano. Possiamo tuttavia immaginare quanto sia difficile effettuare pulizie quotidiane (o quasi) agendo manualmente in condizioni climatiche certamente estreme e spesso in località remote. Alla difficoltà di effettuare i lavori di pulizia si aggiunge anche la scarsità d'acqua, che certamente costituisce una delle problematiche principali delle località desertiche, e che il più delle volte deve essere appositamente trasportata nel luogo in cui si trova l'impianto. Talvolta per effettuare la pulizia dei pannelli viene utilizzata acqua desalinizzata, ma il procedimento di desalinizzazione è molto costoso e poco conveniente. 

La pulizia manuale dei pannelli solari

(Un intervento di pulizia manuale)

Dalla constatazione di tutte queste difficoltà che possono creare un freno allo sviluppo della tecnologia solare nelle località desertiche, un team di progettisti della King Abdullah University for Science and Technology dell'Arabia Saudita ha sviluppato una tecnologia che consente la pulizia automatica a secco della sabbia depositata sui pannelli. Si chiama NOMADD, ed è un sistema in grado di pulire quotidianamente i pannelli solari senza utilizzare l'acqua, e senza la presenza di esseri umani. Il sistema, seppur ancora in fase di sperimentazione, è risultato vincitore del premio "Tecnologia dell'anno" ai Mesia Solar Awards, un concorso che promuove l'utilizzo dell'energia solare negli Emirati Arabi Uniti e che ogni anno premia i migliori progetti relativi all'energia solare e le personalità che si sono contraddistinte per il loro impegno in questo settore. 

Il funzionamento di Nomadd, il sistema automatico di pulizia a secco dei pannelli solari

(Il funzionamento di Nomadd, il sistema di pulizia meccanica a secco dei pannelli solari)

Il suo funzionamento è piuttosto semplice: un dispositivo posizionato su due rotaie, in alto e in basso, consente al sistema di scorrere lungo un'intera fila di pannelli, e di pulirli a secco mediante alcune spazzole appositamente progettate per non arrecare alcun danno ai moduli solari. La presenza delle rotaie, inoltre, consente di non effettuare alcuna pressione sui pannelli, evitando qualsiasi rischio di danneggiamento. Nella sua versione corrente, ancora in fase di sperimentazione, il sistema è stato testato per funzionare su pannelli solari di larghezza massima di 2 metri e per una lunghezza di 15 metri, ma i suoi sviluppatori fanno sapere che per la sua commercializzazione queste misure saranno notevolmente ampliate, arrivando almeno a 3,5 metri di larghezza e a 200 metri di lunghezza (con possibilità di ampliarle ulteriormente, in base alle richieste).

Il sistema Nomadd

Il sistema è sostanzialmente autopulente, e necessita solo di piccole manutenzioni periodiche (da una a 3 volte l'anno) per la sostituzione di alcune componenti, ad esempio le spazzole. Manutenzioni che possono essere effettuate anche da personale non specializzato. Per evitare di arrecare danni ai pannelli, il sistema si blocca automaticamente se le spazzole sono bagnate (ad esempio, in caso di pioggia), mentre funziona senza nessun problema in caso di forte caldo o vento. Per il suo funzionamento quotidiano non è necessaria la presenza fisica di esseri umani, ma il sistema può essere controllato da remoto anche mediante apparecchi touch-screen, che rendono ancora più semplice il suo utilizzo. 

AutoreDott.ssa Serena Casu

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