Come cambia l'architettura con il fotovoltaico

In questi anni le nostre città stanno cambiando volto: gli edifici più vecchi vengono via via sostituiti con nuovi complessi edilizi di moderna concezione, oppure passano per operazioni di restauro che ne cambiano le fattezze. Tuttavia a determinare il nuovo "look" dei nostri centri urbani interviene per buona parte anche l'utilizzo sempre più marcato del fotovoltaico, che inevitabilmente incide sulla componente architettonica. Un fenomeno che in Italia ha preso molto piede anche grazie alle campagne di incentivi che si sono succedute negli ultimi anni, dal primo Conto energia in poi.

Una delle espressioni più comuni di questa tendenza è l'incremento dei tetti fotovoltaici – che in certi Paesi esteri, come Germania e Giappone, sono ormai la norma, mentre in Italia stanno comparendo in questi anni – che sono realizzati con dei moduli solari standard. Ci sono poi gli impianti fotovoltaici che nascono già integrati negli edifici, che rappresentano una novità architettonica non da poco: ai progettisti si apre un vero e proprio "mondo", in cui il pannello solare non è più solo una componente per la produzione di energia ma un vero e proprio elemento di "arredo". Nascono così le prime facciate fotovoltaiche, che consentono di accumulare notevoli quantità di energia e rappresentano allo stesso tempo un "biglietto da visita", che testimonia la sensibilità ambientale di chi vi abita.

Un tetto fotovoltaico montato su un edificio
(Un esempio di tetto fotovoltaico)

Tanti e molteplici sono i possibili modi per integrare il fotovoltaico nell'architettura, tanto da cambiarne il volto in maniera sostanziale. Oltre ai tetti e alle facciate, possiamo trovare i pannelli solari sugli elementi di arredo urbano, sulle pensiline della fermata dell'autobus, su tettoie e pergole, integrati nelle finestre di una casa, al posto del rivestimento di edifici, sulle barriere anti-rumore, sulla sommità dei lampioni

Elementi costruttivi

Insomma, l'integrazione architettura del fotovoltaico è la tendenza che nei prossimi anni andrà a cambiare il volto delle nostre città. A questo proposito sono sempre più numerosi gli elementi che si possono utilizzare allo scopo.

Ci sono le tegole fotovoltaiche, che vanno a sostituire le tegole in laterizio, cemento, ardesia o materiali ceramici. Tali tegole comprendono due diverse tipologie di prodotti; elementi costituiti da celle fotovoltaiche inserite su un elemento di copertura tradizionale; moduli fotovoltaici rigidi che ricalcano i tradizionali elementi di copertura, con la stessa forma e dimensione. Ci sono poi i moduli fotovoltaici trasparenti, che sostituiscono appunto vetri o altre superfici trasparenti. Essi sono costituiti da celle fotovoltaiche distanziate tra loro e contenute tra due lastre trasparenti.

I singoli elementi vengono poi assemblati in moduli realizzati ad hoc in base alla funzione che dovranno avere. Ci sono così i sistemi per coperture, che devono garantire: la tenuta all'acqua e la conseguente impermeabilizzazione della struttura edilizia; una tenuta meccanica comparabile con quella dell'elemento edilizio sostituito; una resistenza termica tale da non compromettere le prestazioni dell'involucro edilizio. Ci sono infine i sistemi per superfici verticali opache, dove le celle fotovoltaiche diventano parte integrante della facciata e ne costituiscono il rivestimento esterno.

(Esempio di facciata fotovoltaica)

Facciata fotovoltaica

Autore Laura Bosio

Articolo letto 1.141 volte



Visualizza l'elenco dei principali articoli