Case green: dalle abitazioni passive a quelle gonfiabili che riducono l'impatto ambientale

La filosofia del "green" sta raggiungendo sempre più dettagli della nostra vita quotidiana, spingendo gli individui ha cambiare i propri comportamenti e le proprie abitudini in vista di un futuro, ed un presente, più ecosostenibile. Su tutti, il concetto di risparmio energetico è quello che sin ora ha fatto maggior presa sull'opinione pubblica in quanto colpisce direttamente il portafoglio dei consumatori. Per questo da qualche tempo il concetto di ecosostenibilità è approdato anche al settore edilizio e abitativo.

In particolare si sta sviluppando da anni il concetto di casa passiva, ovvero una casa che assicura benessere termico senza alcun impianto di riscaldamento tradizionale, come la caldaia e i termosifoni. La tipologia di casa passiva è applicabile anche a condomini o strutture pubbliche e, soprattutto, non è necessario che l'edificio sia "nato passivo" ma esso può diventarlo attraverso diversi progetti di recupero che già sono stati sviluppati nel resto del continente e saltuariamente applicati in Italia.

(Case ecocompatibili) 
(Case ecocompatibili)

Questo genere di abitazione è capace di trattenere il calore dell'irraggiamento solare trasmesso dalle finestre e quello generato dagli elettrodomestici posti all'interno dall'edificio, o dagli occupanti stessi, e diffonderlo successivamente durante i periodi più freddi. L'idea della casa passiva è nata in Svezia ed in Germania, Paesi decisamente progrediti ed innovativi in merito alle tematiche energetiche ed ambientali, per poi diffondersi in tutto il nord Europa ed ora anche in Italia. Anche se la diffusione di queste case è ancora relativamente bassa nel nostro Paese, ci si aspetta uno sviluppo di queste nel prossimo futuro. Ormai i costi dell'energia, elettrica o termica, sono sempre più alti e l'unico modo per gli italiani di risparmiare effettivamente su questi costi è passare alle energie rinnovabili.

Se ciò che fin ora ha frenato gli utenti nel mondo del fotovoltaico e del termico è stato il costo degli impianti, percepito come ancora molto oneroso, i costi delle case passive non sono molto elevati, solo il 5-8% in più del resto dei Paesi europei che si sono dotati di queste abitazioni.

Un esempio di casa passiva italiana è quella ideata dall'architetto perugino Francesco Masciarelli, l'unica ad essere certificata secondo lo standard internazionale Phi. Questa casa garantisce l'abbassamento dei consumi, rispetto ad un abitazione tradizionale, di circa 15-20 volte, con conseguente impatto sul risparmio energetico. Tutto ciò è ottenuto grazie ad un mantenimento costante della temperatura interna dell'abitazione e ad una qualità dell'aria ottimale grazie ad un continuo ricambio dell'aria, a cui si aggiunge l'utilizzo di fonti di energia rinnovabili, come i pannelli solari.

Per ottenere l'isolamento termico interno necessario a mantenere costante la temperatura, Martelli ha previsto pareti, copertura e solaio contro terra utilizzando materiali dalle elevate capacità isolanti, applicati soprattutto alle zone con vetrate. Legno, fibra di legno e materiali riciclabili compongono dunque il progetto. Le vetrate dalle dimensioni maggiori, poi, sono esposte a sud, per evitare l'eccessivo irraggiamento solare nei mesi più caldi.

 (bioedilizia per ridurre l'impatto ambientale)
(Bioedilizia di ultima generazione)

I progetti di case ecosostenibili però non si limitano a quelle passive. Vista la necessità di andare verso minori consumi energetici, in tutto il mondo si stanno sviluppando case ad impatto zero che permettano maggiore armonia con l'ambiente. 

Risponde a questa necessità il progetto della "Bubble Building", una specie di edificio gonfiabile che tiene lontano germi ed inquinamento e riduce al minimo l'impatto ambientale della costruzione nel quale è installato. Questo progetto, al quale ancora non ha fatto seguito un'applicazione reale, è stato pensato per le città caotiche ed inquinate come Shanghai dalla società italiana 3Gatti. Il sistema così progettato prevede l'utilizzo di gonfiabili fatti di nylon bianco antibatterico installati sulle finestre di edifici già esistenti. Questo permetterebbe un isolamento naturale dell'edificio, che sarebbe così in grado di mantenere costante un'ottimale temperatura interna grazie alla "micro serra" così creata.

Un' altra idea applicata ai tessuti urbani più popolosi è quella delle case per studenti universitari completamente ecologica. Nata pensando alle difficoltà per gli studenti di trovare abitazioni a basso costo, ecocompatibili e dall'aspetto gradevole, gli architetti dello studio svedese Tengbom hanno pensato alla Smart Student Unit, un'abitazione compatta, economica, ecologica e di design. L'alloggio è di appena dieci metri quadrati, con un letto a soppalco, una cucina, un bagno e persino un piccolo giardino. tutto è costruito in legno proveniente dai boschi circondanti l'Università di Lund, dove è stato applicato il progetto, in modo che anche per la sua costruzione le implicazioni ambientali siano minime. La soluzione così ottenuta è in grado di ridurre del 50% la quota di affitto media, al pari del suo impatto ecologico e delle emissioni di CO2.

(Smart Student Unit)
(Smart Student Unit)

Qualunque si il modello di casa scelta, l'idea è sempre quella di renderla compatibile con l'ambiente, per un futuro più sostenibile.

AutoreGiulia Tarozzi

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