Casa green: addio alla Casa Passiva? Arriva la Active House

Fino a oggi, il massimo dell'efficienza energetica di una unità abitativa era rappresentato dalla cosiddetta casa passiva. Queste strutture, progettate in maniera da mantenere al proprio interno una temperatura ideale sia d'inverno sia d'estate grazie allo sfruttamento passivo dell'irraggiamento solare e di altre fonti di calore rigorosamente rinnovabili, sembra, però, destinata a essere ben presto superata. Dalla casa passiva si passa alla casa attiva, in grado cioè di produrre più energia di quella di cui ha effettivamente bisogno per soddisfare il proprio fabbisogno energetico. 

La casa passiva garantisce in maniera green temperature ideali d'inverno e d'estate

(La casa passiva garantisce in maniera green temperature ideali d'inverno e d'estate)

Fantascienza o casa del futuro? A dire il vero, la prima casa attiva è stata costruita alle pendici di uno dei vulcani italiani più noti. Stiamo parlando dell'Etna e della provincia di Catania, dove lo Studio Associato Sapienza & Partners, il gruppo eERG del Politecnico di Milano e il dipartimento DICA dell'Università di Catania si sono rimboccati le maniche, dando vita a una sinergia perfetta che ha permesso la prima realizzazione del Progetto Botticelli

Di cosa si tratta esattamente? Di un'abitazione realizzata tenendo conto delle più moderne tecnologie in materia di architettura, bioedilizia, sostenibilità ambientale e, ovviamente, efficienza energetica, peraltro perfettamente inserita nell'ambientazione rurale dell'intera area. E così, quella che avrebbe potuto essere una già efficiente casa passiva, si è trasformata in qualcosa di più grazie alla presenza di qualche pannello fotovoltaico "di troppo", che, perfettamente integrato nella costruzione, permette all'abitazione di produrre più energia di quanto, in realtà, ne consumi.

La nuova casa attiva è stata costruita e perfettamente inserita nell'ambiente rurale alle pendici dell'Etna

(La nuova casa attiva è stata costruita e perfettamente inserita nell'ambiente rurale alle pendici dell'Etna)

Ma quali esattamente gli "ingredienti" di questo importante passo avanti a livello architettonico e ambientale?

  • Punto primo: i pannelli in lana di roccia: uno spessore di 30 centimetri per la copertura ventilata, 20 per il sistema a cappotto e 10 per la coibentazione del solaio. Questo silicato amorfo ricavato dalla roccia garantisce, infatti, ottima protezione dal fuoco, alti livelli di insonorizzazione e, appunto, ottima resa per quel che riguarda l'isolamento energetico. Inoltre, rispetto ad altri materiali isolanti decisamente più economici, si presta a resistere senza problemi al forte irraggiamento solare del sud Italia. Nel caso specifico, i pannelli Durock Energy e Frontrock Max E della Rockwool(rispettivamente utilizzati per la copertura e per il cappotto) si sono rivelati particolarmente adatti alla realizzazione del Progetto Botticelli, perché appositamente pensati per sistemi termoisolanti.

I pannelli in lana di roccia garantiscono un ottimo sistema termoisolante

(I pannelli in lana di roccia garantiscono un ottimo sistema termoisolante)

  • Punto secondo: l'impiantistica. La nuova casa attiva ai piedi dell'Etna vanta, infatti, una pompa di calore aria-acqua in grado di soddisfare qualsiasi esigenza in termini di climatizzazione. A questa si aggiunge, inoltre, un sistema geotermico con scambiatore interrato, che permette di pre-trattare l'aria immessa nel sistema. Infine, come accennavamo all'inizio, la casa è dotata di un sistema fotovoltaico a cui si aggiunge anche un impianto solare termico.

Con tutte queste caratteristiche, quasi non sorprende un risultato importante come quello di un edificio attivo Energy Plus. Anche in Italia, dunque, dove sono attive delle start up impegnate proprio nel settore delle case attiva, le cose cominciano a smuoversi. Intanto, la prima casa attiva risale, però, a ben cinque anni fa. Era il 2009 quando, in Danimarca, a Lystrup (uno dei sobborghi più piccoli di Aarhus, la seconda città danese per grandezza), era stata realizzata la prima abitazione in grado di ammortizzare completamente (nell'arco di trent'anni) i costi di costruzione. Il tutto grazie, ovviamente, al risparmio energetico ma anche ai guadagni derivanti dall'immissione in rete dell'energia in eccesso prodotto. 

AutoreDott.ssa Morena Deriu

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