Piante e cambiamenti climatici: sviluppata una serra per studiarne la resistenza

Mentre ormai i cambiamenti climatici sono cosa evidente, meno evidenti sono le conseguenze che da qui ad una manciata di decenni andremo ad affrontare. In particolare grande incognita resta intorno al destino della bio diversità vegetale così come la conosciamo oggi, che sicuramente subirà notevoli cambiamenti ma che però, al momento, ancora non sono chiari. La risposta a quali piante potrebbero sopravvivere nelle diverse e nuove condizioni climatiche arriverà in un futuro prossimo dalla città di Durham, negli U.S.A., dove è appena stata installata una particolare serra ad alta tecnologia concepita per tenere d'occhio la risposta delle piante alle diverse condizioni climatiche.

Lo studio è finanziato e mandato avanti dalla multinazionale Syngenta, società che opera nella produzione di semi modificati, pesticidi, fungicidi e affini e che ha dunque interesse a seguire l'evoluzione della resistenza delle piante rispetto ai nuovi scenari. Necessità che si riflette ovviamente anche a fini commerciali, ma che comunque finisce per rendersi utile soprattutto per la popolazione mondiale che affida all'agricoltura la propria alimentazione. Ma non solo, perché dietro alla bio diversità si cela anche la produzione di arredi in legno, della carta, o dello stesso legname da ardere, ed essere in grado di monitorare la risposta delle diverse forme di vita vegetali ai cambiamenti climatici risulta essere di grande aiuto per capire come mantenere il tenore di vita attuale.

Serra ad alta tecnologia per studiare la resistenza delle piante ai cambiamenti climatici

(Entrata della serra hi tech di Durham)

In pratica, lo studio sulle piante seguirà l'osservazione delle stesse e della loro risposta ai diversi sbalzi di temperatura e condizioni ambientali, il tutto ovviamente simulato artificialmente. Le piante da studiare sono posizionate al di sotto di una serra tecnologica appositamente concepita, dove verranno sottoposte a simulazioni di possibili condizioni ambientali per monitorarne le diverse risposte, da cui poi si comprenderà quali di queste saranno abbastanza resistenti in determinate condizioni e quali invece sarà meglio evitare di piantare. Ovviamente, essendoci di mezzo una multinazionale che produce semi e pesticidi, non è difficile immaginare che si cercheranno anche strade chimiche per modificarne la resistenza, magari sviluppandone prodotti di cui disporre a fini commerciali.

Contribuirà alla precisione della ricerca l'applicazione di uno speciale rivestimento in grado di diffondere la luce ed il calore in misura omogenea lungo tutta l'ampiezza della serra, con particolare attenzione rispetto alla gestione delle ombre che potrebbero sfalsare alcuni risultati. Non ci si soffermerà però soltanto sul fattore temperatura, perché a determinare la vita di una pianta subentrano anche fattori quali umidità, ossigeno e anidride carbonica, fondamentali per la fotosintesi, i cui valori verranno adattati di volta in volta a seconda delle esigenze del momento.  

Serra hi tech per studiare piante e cambiamenti climatici

(Interno della serra hi tech di Durham)

Tra le simulazioni previste c'è la riproduzione delle tipiche condizioni ambientali del deserto, dunque siccità, calura e repentini sbalzi di temperatura, ma le piante verranno sottoposte anche a condizioni di freddi estremi, piogge torrenziali o forti venti, in perfetta simulazione di quanto avviene comunemente in natura nelle diverse aree geografiche del mondo. Inoltre, i valori del terreno stesso in cui piantare i vegetali di riferimento verrà modificato di volta in volta seguendo la simulazione, e per avere una linea base più chiara da seguire si prenderanno a riferimento anche alcuni dati storici, che aiuteranno nel riprodurre reazioni già accadute in natura e a studiarne di nuove. Alla fine della ricerca si avranno così risultati ampi e variegati, le cui applicazioni potranno essere in egual modo di versatile applicazione. 

AutoreDott. Vito Tricarico

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