L'aroma del caffè per l'energia del biodiesel

In un mondo e in un'economia sempre più attenti al tema della sostenibilità e del rispetto dell'ambiente, uno dei problemi più scottanti è senz'altro quello legato all'inquinamento derivante dai tradizionali mezzi di locomozione. A oggi, infatti, il traffico urbano è tra le fonti principali di inquinamento atmosferico e visto che in molti non sono proprio disposti a rinunciare alla propria automobile, il mercato si sta muovendo sempre più verso soluzioni attente alle dinamiche ambientali. Così, si va alla ricerca di sempre nuove soluzioni per rendere le auto elettriche realmente efficienti e competitive e, allo stesso tempo, la ricerca è sempre più in prima fila nel campo del biodiesel.

Gli scarichi delle automobili sono tra le maggiori cause di inquinamento atmosferico

(Gli scarichi delle automobili sono tra le maggiori cause di inquinamento atmosferico)

Il mercato del biodiesel (un carburante bio, dal colore ambrato semi-trasparente e dalla viscosità simile al gasolio, ottenuto dalla lavorazione di oli vegetali e grassi animali) è in crescente espansione, ma bisogna tenere presente che, sotto questa dicitura, rientra una vasta gamma di prodotti con alla base gli ingredienti più disparati: alghe, girasoli, canapa, olio di colza e di cucina e, persino, rifiuti. E, ora, si parla anche di biodiesel derivato da caffé.

In Italia, il caffé non ha certo bisogno di presentazioni, ma chissà, magari la tazzina di caffé che si beve la mattina, non avrà più lo stesso sapore all'idea che i suoi fondi potrebbero essere utilizzati per produrre biodiesel. Questo, infatti, è quel che sostengono i recentissimi studi (pubblicati sulla rivista ACS Journal Energy & Fuel) del Centre for Sustainable Chemical Technologies della University of Bath, tra le più rinomate del Regno Unito.

La University of Bath, sede del progetto su caffé e biodiesel, è tra le più rinomate del Regno Unito

(La University of Bath, sede del progetto su caffé e biodiesel, è tra le più rinomate del Regno Unito)

Come trasformare i fondi di caffè in biodiesel? Macinandoli insieme agli scarti delle industrie di lavorazione e lasciandoli in infusione all'interno di un solvente organico. In questo modo, si procede, infatti, alla "transesterificazione", il processo alla base della reazione chimica che, spezzando le molecole degli acidi grassi, porta alla produzione di qualsiasi tipo di biodiesel.

Secondo la ricerca, tra l'altro, non c'è nemmeno il bisogno di seguire i capricci del mercato in materia di aroma di caffè del momento; non sembra, infatti, che esista nessuna differenza tra le diverse varietà, almeno per quel che riguarda la produzione di biodiesel. A fare la differenza, infatti, sono solo le risorse disponibili. La qualità del biodiesel sembra, infatti, variare sulla base delle condizioni di crescita delle piantagioni. Una buona notizia, dunque, per gli eventuali interessati alla produzione. Per questa ragione, i ricercatori del team di Bath auspicano che, molto presto, si passi dalla sperimentazione alla produzione di ingenti quantità del loro biodiesel da caffè. Questa varietà, infatti, in quanto derivata da materiali di scarto, non porta con sé tutte quelle problematiche legate alla deforestazione e allo sfruttamento dei suoli, tra le maggiori detrattrici dell'esplosione di questo genere di biocarburanti, a svantaggio dei combustibili fossili.

Chissà se, la mattina, il caffè avrà lo stesso sapore al pensiero che dai suoi fondi potrebbe essere ricavato il carburante per la propria automobile

(Chissà se, la mattina, il caffè avrà lo stesso sapore al pensiero che dai suoi fondi potrebbe essere ricavato il carburante per la propria automobile)

Secondo le stime della University of Bath, ogni fondo contiene fino al 20% di oli per unità di peso e questi oli hanno proprietà molto simili se non identiche a quelle alla base degli altri biocombustibili presenti sul mercato. Ciò significa che le potenzialità del mercato del biodiesel da caffè sono enormi, cisto che è enorme il quantitativo potenzialmente a disposizione per la sua produzione. Per intenderci, si parla di una produzione annua di caffè, a livello mondiale, di circa 8 milioni di tonnellate. Tradotto: 10 Kg di caffè al giorno per ogni attività del settore (come bar o "coffee shop"), pari a 2 litri di biodiesel.

E il tutto potrebbe avere anche il piacevole "effetto collaterale" di contribuire a ridurre l'impatto ambientale dell'intero settore.

AutoreDott.ssa Morena Deriu


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