Biometano: facciamo chiarezza

All'interno della squadra delle energie rinnovabili, il biometano ha giocato in Italia (almeno sino allo scorso Dicembre) il ruolo di riserva. C'è voluto un Decreto ministeriale, datato 5 Dicembre 2013, per incentivarne l'utilizzo e dare una boccata di ossigeno a numerose aziende agricole che si si sono finalmente trovate nella possibilità molto concreta di produrre energia da colture non alimentari, sottoprodotti agricoli e agroindustriali.

Grazie al decreto minesteriale dello scorso 5 dicembre, anche in Italia arrivano gli incentivi al biometano

(Grazie al decreto minesteriale dello scorso 5 dicembre, anche in Italia arrivano gli incentivi al biometano)

Ma cos'è esattamente il biometano?

Il biometano è un biogas derivante dalla purificazione dei gas prodotti dai processi di fermentazione delle sostanze organiche, inizialmente selezionate, triturate e miscelate in maniera da renderle più fruibili per la produzione del biometano. Tra queste sostanze, rientrano:

  • Reflui di fogna e zootecnici
  • Rifiuti alimentari (di origine sia domestica sia commerciale)
  • Scarti derivanti da lavori di giardinaggio e di gestione del verde
  • Colture agricole pensate ad hoc 

Una volta miscelati gli scarti, quindi, questi vanno a finire  all'interno dei cosiddetti biodigestori: impianti che, in assenza di ossigeno e in presenza di microrganismi specifici (la cosiddetta Digestione Anaerobica, DA), trasformano il gas prodotto dalle sostanze organiche in biometano. Questo può arrivare a una concentrazione di metano pari al 95 %, a seconda dei processi di raffinazione e, quindi, di eliminazione della CO2 e delle altre impurità, a cui si sottopone il biogas al termine del processo di produzione (che dura tra i 15 e i 20 giorni). Infine, gli scarti solidi della lavorazione (opportunamente trattati) possono essere utilizzati come fertilizzanti bio al posto delle sostanze chimiche.

Il biometano si produce dalla fermentazione di sostanze organiche all'interno di impianti chiamati biodigestori

(Il biometano si produce dalla fermentazione di sostanze organiche all'interno di impianti chiamati biodigestori)

Quali sono, allora, i campi di utilizzo del biometano?

Il biometano può essere utilizzato come carburante negli veicoli pensati per la sua versione fossile, il tradizionale metano. Si tratta, quindi, tanto di veicoli Bi-Fuel (che ricorrono anche alla benzina) quanto di veicoli a gas (appositamente pensati e realizzati per il metano) e Dual-Fuel (che funzionano, cioè, con una miscela di gas e gasolio). Inoltre, a seguito del Decreto Ministeriale, ne è incentivata l'introduzione nelle tradizionali reti di trasporto e distribuzione del gas e negli impianti di cogenerazione con alto rendimento.

Perché, quindi, preferire il biometano al tradizionale metano di origine fossile?

  • Per l'efficienza: brucia, infatti, meglio del metano tradizionale e ha, quindi, un rendimento migliore.
  • Per l'ambiente: le emisssioni di CO2 nell'atmosfera sono più basse del 5 % rispetto al gasolio, ma la percentuale arriva a toccare il 20 % nel caso della benzina. Inoltre, la bassissima quantità di CO2 emessa dal biometano ha l'innegabile vantaggio di essere essa stessa rinnovabile.
Va detto, però, che i costi di produzione di un veicolo a biometano sono più alti, ma anche questi costi possono rientrare in breve tempo grazie alla riduzione delle spese legate ai consumi.
AutoreDott.ssa Morena Deriu

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