Biomasse: il futuro delle energie rinnovabili; vediamone i pro e i contro

Grande attenzione è stata rivolta alle energie rinnovabili, in particolar modo nell'ultimo decennio. Tra queste, grandi speranze sono state poste nell'uso delle biomasse per la creazione di energia pulita. Secondo il decreto 28/2011 di recepimento della Direttiva Comunitaria 2009/28/CE sulla promozione dell'uso dell'energia delle fonti rinnovabili, per biomassa si intende "la frazione biodegradabile dei prodotti, rifiuti e residui di origine biologica provenienti dall'agricoltura (comprendente sostanze vegetali e animali), dalla silvicoltura e dalle industrie connesse, comprese la pesca e l'acquacoltura, nonché la parte biodegradabile dei rifiuti industriali e urbani."

Si tratta quindi di energia naturale al 100% nonché completamente biodegradabile.

I metodi utilizzati per la creazione di energia attraverso gli scarti naturali

  • digestione anaerobica, la quale converte sostanze organiche complesse in biogas, formato dal 50/70% da metano e dal 30/50% di CO2. Questo biogas può essere poi utilizzato per lo stesso processo di digestione anaerobica, e come fonte di energia per veicoli e caldaie a gas o per la produzione di energia elettrica e calore.
  • digestione aerobica, processo simile al precedente, che trasforma sostanze organiche complesse in sostanze organiche più semplici, producendo calore che può essere trasferito all'esterno.
  • fermentazione alcolica, o distillazione, processo attraverso il quale si è in grado di produrre etanolo.
  • carbonizzazione, il quale agisce attraverso un processo termochimico per la trasformazione di sostanze di tipo legnoso o cellulosico in carbone.
  • gassificazione, processo che può svolgersi in tre diversi modi. Si distingue infatti tra gassificazione ad aria, ad ossigeno, e a vapori d'acqua. Questo metodo è il meno approvato, in quanto attraverso la parziale ossidazione di una sostanza, vengono sprigionati varie impurità presenti nei gas, come metalli pesanti, polveri, e catrami.
  • produzione di metanolo, utile per la possibilità di creare benzina sintetica, al pari della benzina tradizionale. Questo processo però può presentare difficoltà nel trasporto per lunghe distanze, in quanto il costo risulta eccessivo.
  • pirolisi, processo di decomposizione termochimica di materiali organici sia solidi, che liquidi, che gassosi. 
  • combustione diretta, processo termochimico che usa materiali come legname, paglia, residui di raccolte agricole, piante da fibra tessile, residui delle industrie agrarie e molto altri materiali. Il processo avviene all'interno di caldaie, dove si verificano anche scambi di calore tra i gas di combustione e i fluidi di processo.

Indubbiamente, come per ogni tipo di produzione energetica, anche per quanto riguarda le biomasse vi sono alcuni contro.

Il più importante di questi, è la produzione di CO2 attraverso la combustione del legname. La combustione riguarda solamente alberi già naturalmente morti, destinati quindi a sprigionare in ogni caso una determinata quantità di anidride carbonica nel corso degli anni. Il problema della combustione però, è lo sprigionamento di anidride carbonica prodotta dal legname in quantità di tempo minori e in modo più concentrato.

D'altra parte, la quantità di anidride carbonica non subisce alcun aumento, ma viene solo sprigionata in pochi minuti invece che nel corso degli anni, e in ogni caso, se prodotta da risorse rinnovabili, l'anidride carbonica sprigionata viene riassorbita dalle stesse piante ancora in vita.

Un altro punto a sfavore riguarda le attrezzature richieste per un tale utilizzo della biomassa, le quali sono tecnologicamente avanzate, e non risultano ancora facilmente reperibili in Italia. Anche in questo caso però, la soluzione risiede in un ipotetico investimento sulle industrie basate sulle biomasse da parte dello Stato, per poter permettere la realizzazione di efficienti macchinari che riducano l'inquinamento a livelli minimi.

Infine, la produzione annua non è mai costante, in quanto dipende totalmente da fattori naturali e metereologici, i quali non possono dipendere dall'uomo.

Per quanto riguarda i pro però, la lista è sicuramente più lunga: attraverso l'utilizzo delle biomasse, si crea un ciclo continuo tra produzione, rifiuti, e di nuovo produzione. Infatti, i materiali sovraelencati che vengono usati per la produzione di energia pulita risultano fondamentali per il funzionamento dei macchinari, rendendo di conseguenza non solo minimo il livello di materiali di scarto prodotto dall'industria, ma anche comportando un netto risparmio economico.

Il risparmio però non risulta essere solo legato all'economia, ma anche all'ecologia. Le biomasse infatti permettono anche un risparmio in gasolio, come dimostrato dalla Fondazione Italiana Fiper, la quale riunisce i maggiori produttori di energia termica ed elettrica da fonti rinnovabili. Nonostante lo sprigionamento di CO2 sia comunque un problema legato alle biomasse, i valori di anidride carbonica sono nettamente inferiori a quelli sprigionati attraverso l'uso di combustibili fossili come il petrolio. Il risparmio risulta essere di 50.000 tonnellate di gasolio l'anno circa, un notevole punto a favore sia sotto il punto di vista economico che ecologico.

La produzione di energia pulita attraverso l'uso delle biomasse risulta quindi essere di grande aiuto sia per i fondi delle industrie che per la salvaguardia dell'ambiente, attraverso lo smaltimento di rifiuti utili per la produzione di maggior energia e il minor impatto sull'effetto serra, contribuendo alla sua stessa riduzione.

Secondo il Piano d'Azione Nazionale, entro la fine del decennio avrà luogo un notevole incremento delle industrie che utilizzano biomasse per la produzione di energia elettrica, che forniranno fino al 44% di quest'ultima.

Piano d'Azione Nazionale: gli obiettivi al 2020 per le biomasse - Aumento del numero delle industrie che fanno uso di impianti a biomassa entro il 2020

AutoreValeria Toscana


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