Axine Water Technologies: dalla start up nuove tecnologie per ripulire le acque dal petrolio

Grazie alla nuova tecnologia sviluppati dalla start up canadese Axine Water Technologies, i liquidi potrebbero non dover più far parte degli scarti industriali: il progetto prevede una soluzione poco costosa per le aziende ed efficace per ripulire le acque dagli scarti della lavorazione industriale. L'idea alla base del progetto Axine è quella di rendere l'acqua utilizzabile più volte, depurandola in modo poco costoso e rendendola subito pronta ad essere reimmessa nel ciclo produttivo. La conseguenza è la creazione di un ciclo virtuoso da scarto a risorsa. 

IL PROCESSO DI DEPURAZIONE

Il funzionamento alla base del prototipo è semplicissimo: Axine ha realizzato dei moduli all'interno dei quali si trova una membrana che, al passaggio delle acque reflue, produce radicali di idrossido, i quali reagiscono con gli agenti inquinanti presenti nel liquido. Il processo di ossidazione che ne deriva permette di trasformare tali elementi in ossigeno, idrogeno e nitrogeno: l'acqua è pronta per essere riutilizzata. Il traguardo raggiunto con questo processo è quello di avere a disposizione un sistema di depurazione delle acque fino a cinque volte più economico di quelli tradizionali: l'impatto ambientale, inoltre, è ridotto, perché non è necessario l'utilizzo di sostanze chimiche e non vengono prodotti grandi quantità di scarti e rifiuti. 

Modulo depurativo Axine

(Modulo Axine per la depurazione delle acque)

SVILUPPI FUTURI

Il progetto ha già riscosso interesse da parte di diversi investitori e promette di avere un brillante futuro: 5.6 milioni di dollari sono già stati raccolti per la produzione della prima serie, grazie ad importanti investitori come Chrysalix Energy Venture Capital e BDC Venture Capital.  La Serie A dovrebbe entrare in produzione già nel corso del prossimo anno, mentre l'azienda assicura la possibilità di creare prototipi di maggiori dimensioni, per rendere la soluzione Axine maggiormente competitiva anche per i grandi stabilimenti.  La possibilità di depurazione delle acque in modo semplice, rapido ed economico da parte delle aziende si rivela di importanza crescente in un periodo nel quale l'emergenza relativa alle risorse idriche si fa sempre più pressante in molte parti del mondo. 

L'INTERESSE DELLE AZIENDE CHIMICHE E PETROLIFERE

In particolare, grande interesse nei confronti del progetto è stato mostrato da parte delle compagnie di shale gas statunitensi: ciò non stupisce, soprattutto se si tiene conto che, secondo quanto riportato da un recente studio americano, il 55% dei pozzi scavati nel 2012 si trova in zone a rischio siccità, mentre la ricerca tramite fracking può richiedere il consumo di milioni di litri d'acqua per un solo barile. 
Axine, pur non rivelando i nomi degli investitori, ha fatto sapere di essere al lavoro su prototipi che possano rispondere alle esigenze dell'industria del petrolio: la possibilità di applicare alla trivellazione e alla produzione di barili di petrolio un sistema di depurazione dell'acqua in grado di lavorare con grandi quantità di liquidi potrebbe ridurre in modo consistente i costi delle operazioni per le compagnie petrolifere, nonché l'impatto ambientale legato alle estrazioni e alla lavorazione. 
Intanto, nei progetti futuri della start up canadese c'è l'ampliamento della propria tecnologia a diversi settori, in particolare l'industria chimica: sono in fase di test alcuni prototipi per la depurazione delle acque dai più comuni agenti chimici, per quella che potrebbe essere una vera e propria rivoluzione dei sistemi produttivi, di depurazione e di riutilizzo delle risorse idriche. 

AutoreDott.ssa Martina Pugno

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