Australia: arriva l'ecolico

Metti insieme fotovoltaico ed eolico e otterrai l'ecolico. Questa, a quanto pare, è la strada scelta dell'Australia che, tramite la Australian Renewable Energy Agency (nota anche con la sigla ARENA), ha deciso di stanziare ben diciasettemila e trecento milioni di dollari (in valuta americana) per costruire:

  • un parco fotovoltaico da 2 MW
  • un parco eolico da 3 MW

e integrarli all'interno della stazione diesel di EDL a Coober Pedy, una cittadina di circa tremila abitanti, nella parte settentrionale dell'Australia del Sud (a più o meno 840 Km dalla capitale, Adelaide), nota per essere la capitale mondiale dell'opale.

Il nuovo eolico australiano sorgerà a Coober Pedy, la capitale mondiale dell'opale

(Il nuovo eolico australiano sorgerà a Coober Pedy, la capitale mondiale dell'opale)

Più di diciasettemila milioni di dollari (parte del fondo di tre bilioni messi a disposizione dell'ARENA dal governo australiano a sostegno dello sviluppo delle energie rinnovabili) andrà, dunque, a dare una svolta green al locale impianto diesel grazie all'intervento della EDL (o Energy Developments Limited), il provider internazionale di servizi energetici, con un occhio di riguardo per le fonti rinnovabili. Va detto, però, che già prima del lancio del progetto, Coober Pedy poteva vantare una più piccola centrale eolica, che forniva e tutt'oggi fornisce alla città 0, 15 MW.

Il nuovo progetto di ARENA ed EDL prevede, appunto, l'integrazione della vecchia stazione a gasolio (tra i sistemi di produzione di energia più diffusi nella zona) con due impianti di energie rinnovabili, vale a dire fotovoltaico ed eolico. E se l'operazione sarà un successo, si pensa già a riproporla in altre zone dell'Australia attraverso impianti off-grid e, quindi, autosufficienti ed elettricamente isolato dalla rete di distribuzione elettrica (attualmente, la rete off-grid australiana è pressocché interamente fondata su off-grid a gasolio).

La realizzazione dell'impianto ecolico di Cobber Pedy è nelle mani della EDL

(La realizzazione dell'impianto ecolico di Coober Pedy è nelle mani della EDL)

Ma quali sono i tempi di consegna previsti? 

Se EDL darà l'assenso definitivo al progetto, le fonti ufficiali parlano già della metà del 2017 (i primi lavori potrebbero cominciare proprio in questi mesi) e per l'intera durata del progetto, l'impianto sarà in grado di fornire il 70 % dell'energia rinnovabile prodotta a sostegno del fabbisogno energetico dell'intera cittadina. Si tratta sicuramente di un apporto importante, visto che (secondo le stime dell'ARENA) la cittadina del deserto australiano è destinata a continuare ad aumentare la propria richiesta di energia elettrica.

E chissà che un ulteriore aiuto a questa e ad altre città australiane ancora dipendenti dal gasolio, non possa arrivare, oltre che dalla realizzazione di altri impianti ibridi (sul modello di quello che sta per essere realizzato a Coober Pedy), anche dal nuovo accordo stilato tra la EDL e il distretto della zona: un nuovo contratto, della durata di due decenni, che garantisce l'impegno del provider di energie rinnovabili nell'intero distretto della capitale dell'opale. L'arrivo dell'ecolico non potrà, infatti, che avere ripercussioni positive sull'intera industria estrattiva dell'opale.

L'arrivo dell'eolico a Coober Pedy avrà ripercussioni positive sul comparto minerario

(L'arrivo dell'eolico a Coober Pedy avrà ripercussioni positive sul comparto minerario)

Intanto, per il momento, la EDL ha cominciato a condurre tutta una serie di studi al fine di monitorare la forza e la potenza del vento nelle diverse zone del distretto. L'obiettivo è arrivare a saperne abbastanza da poter determinare con precisione, nell'arco dei prossimi dodici mesi, il tipo di turbine più adatte, oltre, ovviamente, ai posti migliori dove installarle. Secondo John Dunstan (Vice-Presidente della Coober Pedy Opal Miners Association), le turbine installate saranno almeno due volte più grandi di quelle attualmente presenti nella zona. 

L'impianto ibrido ecolico di Coober Pedy sarà, inoltre, dotato di sistemi di stoccaggio a breve termine per l'energia prodotta e di sistemi che ne permetteranno il monitoraggio continuo al fine di ridurre al minimo il ricorso alla centrale a gasolio. L'obiettivo è ridurre progressivamente i costi, al fine di rendere esperimenti come questo sempre più indipendenti dalle sovvenzioni statali. 

AutoreDott.ssa Morena Deriu

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