Architettura bio: le idee sorprendenti per la casa! Alcuni esempi unici al mondo

Il villaggio Tiny House nella capitale USA

Un piccolo villaggio di minuscole case è sorto nel 2012 nel centro di Washington: abitazioni grandi circa 60 mq, costruite su ruote e arricchite da giardini biologici, sono state realizzate con lo scopo di proporre uno stile di abitare in contro tendenza rispetto ai grattacieli e agli appartamenti dei grandi palazzi.

A caratterizzarle è il loro essere "verdi", economicamente e materialmente, in una parola, convenienti. A prima vista guardandole viene da pensare "come si fa a vivere in uno spazio così piccolo?", come se ci fosse qualcosa che verrebbe a mancare, ma in realtà basta pensarci qualche secondo per capire che oggi nelle nostre case abbiamo veramente tanto, veramente troppo. Forse nemmeno la metà delle cose che possediamo ci serve davvero. Se si andassero a visitare queste casette invece, sarebbe evidente che è proprio questo nostro volere, avere e cercare quel qualcosa in più che ci faccia stare meglio ad avere enormi e gravi conseguenze sull'ambiente.

A volte basta un tocco di stile per rendere particolare una cosa così semplice, basterebbe uscire di moda. Sono tanti i tipi di abitazione che rispecchiano l'esigenza di ritrovarsi al sicuro nel proprio nido all'interno di un'area non artificiale. Questi di cui si è appena parlato si trovano esattamente a Boneyard Studios, si possono visitare e non negano stupore.

Un mini appartamento a misura d'uomo

Ad incuriosire maggiormente è il caso di Suer che è riuscito a costruire una casa con più spazi in soli 17 mq adoperando l'altezza dei soffitti (più di 3 metri). Si trova al centro di Seattle ed è un ambiente che comprende cucina abitabile, stanza da letto, zona relax con tv a schermo piatto, area caffè in prossimità di una finestra che da sulla strada, stanza degli ospiti, bagno e una vasca in stile giapponese nascosta nel pavimento e coperta da una superficie calpestabile.

La genialità sta nell'aver saputo ottimizzare, dopo anni e anni di progettazione, uno spazio così piccolo grazie ai controsoffitti e agli scaffali in modo da rendere efficace ogni tipo di funzionalità. Ecco qui sotto il video del tour della casa!

 

Ad incantare è anche la baita in montagna che Nick Olson e Lilah Horwitz hanno realizzato da sè nel West Virginia, dopo aver lasciato entrambi il lavoro per realizzare il sogno di una vita. La particolarità sta non solo nel fatto che si trova in mezzo al bosco ed è circondata da prati e colline, ma nella facciata completamente costituita da finestre in vetro riciclato: tante e di diverse dimensioni, l'una accanto all'altra, fanno godere i loro proprietari di tramonti e albe da lasciare senza fiato ma soprattutto di risparmiare energia in quanto viene esclusivamente usata la luce naturale; nei momenti di buio infatti provvedono all'accensione di candele e lampade ad olio, nel gelido inverno montano usato una vecchia ma potente stufa a legna: il materiale usato è di scarto, rifiuti recuperati nelle discariche mentre i mobili sono in legno, anch'esso riciclato.

baita west virginia
(La facciata in vetro della casa di Nick e Lilah)

I due giovani vivono la loro vita producendo da sè per i propri bisogni, respirando aria pura, correndo in mezzo all'erba in compagnia del loro cane, completamente immersi in questo spettacolo naturale.

Tutte queste abitazioni, così diverse, uniche e inimitabili, hanno delle proprietà che rientrano nei canoni base delle architetture bioecologiche infatti, a livello generale, si può dire che vengono risparmiate le risorse naturali, si rispettano l'ambiente e la salute dell'uomo avendo come obiettivo il miglioramento della qualità della vita. Il principio base è la "compatibilità ambientale" che considera l'intero processo di produzione e smaltimento (riciclaggio) dei materiali, il loro costo energetico, il loro essere sani ed ecologici; ma gli edifici devono anche risultare idonei a una serie di fattori come gli effetti globali, gli effetti locali e gli effetti indoor. Ad essi si aggiungono altre scelte progettuali che riguardano aspetti legati ad esempio al posizionamento dell'edificio, alla protezione dal rumore e dall'umidità o i sistemi di ventilazione.

Le architetture bio insomma non sono facili da realizzare, richiedono tempo, impegno, strategie e progetti, ma soprattutto una predisposizione alla sensibilità ambientale.

AutoreManuela Monteleone

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