Anche Rockefeller si converte alle rinnovabili

Mentre centinaia di migliaia di manifestanti inscenavano una grandiosa manifestazione nelle strade di Manhattan, in concomitanza con il Summit sul clima messo in scena dalle Nazioni Unite, al 475 di Riverside Drive, all'interno degli uffici del Rockefeller Brothers Fund. andava in onda un evento che da un punto di vista simbolico poteva essere considerato ancora più impattante. Il colosso operante nel campo della filantropia gestito dagli eredi Rockefeller, dotato di asset da 860 milioni di dollari che ne fanno un protagonista di grande rilievo del settore, decideva infatti la fuoriuscita completa dai carburanti fossili. La grande forza simbolica di questa decisione, consiste soprattutto nel fatto che la grande fortuna della famiglia è stata in pratica fondata proprio sulla fonte fossile più tradizionale, il petrolio. Il capostipite, John D. Rockefeller, primo miliardario nella storia degli Stati Uniti, è stato infatti il cofondatore di Standard Oil. Ora  il fondo, portando alle estreme conseguenze una attività che era già stata finanziata generosamente dal patriarca e inaugurata nel 1940, chiude in pratica il cerchio. 

Un impianto fotovoltaico

(Un impianto fotovoltaico. Anche la famiglia Rockefeller ha deciso di rinunciare alle fonti fossili)

A darne la notizia è stata la stessa organizzazione, con un comunicato emesso sul sito istituzionale, nel quale spiega come il processo in atto sia suddiviso in due fasi: nell'immediato sarà limitata l'esposizione riguardante carbone e sabbie bituminose, portandola a meno dell'1% del portafoglio entro la fine dell'anno in corso, mentre negli anni a seguire saranno effettuate ulteriori dismissioni in modo da azzerare del tutto l'investimento in fonti fossili che sono tra le principali responsabili dell'effetto serra.
Andrebbe peraltro ricordato come i Rockefeller vadano a questo punto ad unirsi ad un lungo elenco di investitori che nel corso degli ultimi tempi hanno provveduto a sganciarsi dalle fonti fossili, operando una riconversione dei propri investimenti verso forme di energia meno inquinanti di carbone e petrolio. Secondo Arabella Advisors il ritiro di investimenti in questo settore ammonterebbe a circa 50 miliardi di dollari da parte di investitori istituzionali, cui dovrebbe essere aggiunto un altro miliardo da parte di investitori singoli. 
Secondo Steven Rockefeller, intervistato dal Times, il problema vada affrontato sotto l'aspetto morale, più ancora che dal punto di vista economico. Considerato però il grande impulso avuto dalle energie rinnovabili negli ultimi anni e il suo ulteriore sviluppo atteso nei prossimi anni, non è escluso che lo spostamento di risorse in questione non possa rivelarsi a gioco lungo un affare. 

AutoreDott. Dario Marchetti

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