Anche le aziende virano verso le energie rinnovabili

Ormai anche le aziende hanno deciso di puntare con estrema decisione sulle fonti di energia rinnovabili. L'ultima notizia in tal senso è quella che vede protagonista il noto pastificio Divella, che ha appena firmato con Innovatec un contratto relativo alla realizzazione di un impianto fotovoltaico di quasi 1.000 kw che dovrebbe andare a servire lo stabilimento di Rutigliano, sito nell'hinterland di Bari. Si tratta di un accordo di ampia portata, il quale prevede un appalto di oltre 1 milione e mezzo di euro, oltre alla possibilità di lasciare la gestione e la manutenzione dell'impianto alla stessa Innovatec, previa corresponsione di 180.000 euro all'anno, con il primo triennio a titolo gratuito. L'impianto dovrebbe essere consegnato entro i primi mesi del 2015, ovvero in tempi relativamente brevi e andrebbe a fornire circa un decimo del fabbisogno energetico complessivo dello stabilimento. Innovatec è peraltro molto presente nella regione meridionale, anche per effetto del legame dell'azienda con Stea, società controllata dalla stessa Innovatec. Con l'arrivo nel novero di Divella, va dunque ad infittirsi l'elenco di aziende del nostro paese o operanti anche in Italia che decidono di avviarsi decisamente verso un utilizzo più responsabile dell'energia, adottando la sostenibilità ambientale come propria bussola. Una strategia ispirata spesso da motivi di immagine, ma anche dall'esigenza di comprimere i costi relativi all'approvvigionamento energetico, sempre più elevati in un paese ove le bollette continuano a crescere a ritmi spesso molto più elevati dell'inflazione.

Sono sempre di più le aziende che adottano energie rinnovabili

(Sono sempre di più le aziende che adottano energie rinnovabili)

Insomma non solo lungimiranza nella scelta delle aziende, ma anche calcolo. Mai come in questa occasione, però, il puro calcolo va a vantaggio dell'intera collettività, aiutando a comprimere le emissioni nocive che sono il portato dell'uso di combustibili fossili come petrolio o carbone. L'adozione di energie rinnovabili diventa così un biglietto da visita soprattutto per chi della compatibilità ambientale ha sempre fatto una bandiera, come Ikea. Il gruppo svedese, infatti, da sempre cerca di unire business e sostenibilità ambientale, come del resto dimostrano i numeri che il gruppo scandinavo può vantare mettendo insieme le tante filiali sparse in ogni parte del globo: 700milapannelli fotovoltaici, 224 turbine eoliche, led a profusione e il riciclaggio continuo e puntuale dei rifiuti. Una politica dal basso impatto ambientale che è da sempre uno dei vanti del colosso svedese
Venendo invece alle aziende del nostro paese, un posto di assoluto rilievo spetta a Conad Tirreno, filiazione di Conad, capace di impegnarsi in un vasto piano teso ad impattare nel minor modo possibile sull'ambiente circostante. Basti pensare al riguardo alla riduzione del 40% delle emissioni di anidride carbonica adottata di recente dall'azienda. In questo quadro spicca il dato riguardante i punti vendita di Selargius e Roma, che metteranno insieme un risparmio sulla spesa energetica del 35%, con la riduzione di emissioni inquinanti pari a 100 e 110 tonnellate all'anno. E' stato Ugo Baldi nel presentare il progetto messo a punto da Officinae Verdi, una join venture  nata dalla collaborazione tra Unicredit e WWF, a ricordare come esso rientri in una visione di responsabilità sociale, in particolare quella che dovrebbe caratterizzare il rapporto tra l'azienda e il territorio in cui si inserisce. Una visione che sembra sempre più diffusa all'interno del mondo imprenditoriale del nostro paese, con benefici  generalizzati.

AutoreDott. Dario Marchetti

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