Africa, il continente che dà energia al mondo

Africa, terre di tradizioni, colori, costumi, ricerche, natura incontaminata, guerre, virus e ... energia! Eravamo abituati a vedere il cosiddetto continente nero come un luogo strategico per la fornitura di energia proveniente da fonti fossili e in effetti sul suo terreno se ne sono combattute di guerre volte, più o meno esplicitamente, a sottrarre potenza politica a scopo di impadronirsi della fonte che attualmente, ancora per poco sia chiaro, muove il motore del mondo. Ma, ora, il continente africano viene visto sotto un altro aspetto. Produrrà ancora energia per l'occidente, ma attraverso il sole.

Esempio di impianto fotovoltaico industriale
(Esempio di impianto fotovoltaico industriale)

Il continente africano, con le sue temperature e la sua particolare posizione geografica, è uno dei continenti più adatti alla produzione di energia solare. In particolare le numerose zone desertiche che sorgono nei pressi del centro del continente, permettono di immagazzinare energia proveniente dal sole di gran lunga maggiore che rispetto ad altre parti dell'occidente, per questo il continente africano è tra quelli che in questi anni sta cercando di puntare molto sulle energie da fonti rinnovabili.

Proprio per questo, come fu per il boom del petrolio, l'occidente guarda sempre di più al continente africano per poter trarre la propria fonte di energia necessaria ad alimentare le abitazioni dei propri cittadini. È il caso della Gran Bretagna che pare abbia stipulato un accordo per poter trasportare l'energia solare prodotta in Tunisia sino al regno di Sua Maestà.

Il progetto Coinvolge le inglesi Low Carbon e Nur oltre che alcuni investitori tunisini. Lo scopo è quello di costruire un impianto di energia fotovoltaica nel sud della Tunisia e di trasportare l'energia prodotta, si stima circa 2.25 gigawatt, attraverso il Mediterraneo e l'Europa. Ad essere coinvolta pare sia anche l'Italia che è stata vista come corridoio di passaggio di tale energia e che, attraverso la Terna, pare abbia provveduto ad istallare un cavo sottomarino che passi nei pressi di Roma.

Il Terreno è dunque già preparato, l'azienda britannica ha già speso una cifra che si aggira intorno ai dieci milioni di euro per una raccolta di dati eseguita sul posto, un'analisi valutativa del progetto generale. Dal canto suo, però, anche la Tunisia non è stata con le mani in mano, e infatti il parlamento tunisino ha già approvato una legge che faciliti il trasporto dell'energia prodotta nel proprio paese. Il progetto potrebbe essere operativo già a partire dal 2018.

Scendendo più giù nel continente africano, troviamo, invece, chi invoca l'aiuto economico dell'occidente per la costruzione dei propri impianti fotovoltaici. Stiamo parlando della capitale sudafricana Johannesburg che ha siglato un accordo, con la Francia, da centodieci milioni di euro da investire in energia solare. L'accordo è stato siglato nell'ambito di vari provvedimenti che porterà il Paese a investire una cifra che si aggira intorno ai cinque miliardi di dollari per poter ridurre la dipendenza dai combustibili fossili e rendere, così, l'aria meno inquinata.

Tra le città più inquinanti africane, troviamo Pretoria che ha deciso di raggiungere l'ambizioso obiettivo: produrre circa 3.72 megawatt di energia utilizzando quasi esclusivamente fonti rinnovabili.

Con l'energie rinnovabili l'Africa torna ad alimentare il mondo, gli impianti fotovoltaici nel territorio africano trovano il loro ambiente ideale, mentre sempre più la morsa dei governo occidentali è pronta a stringersi per confermare la propria supremazia. Che siamo in un'epoca di cambiamento, dove l'oro torna di nuovo giallo, è ormai chiaro a tutti. 

AutoreDott. Giovanni Rispo

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