100 % rinnovabili: storia di un piccolo comune tedesco

Feldheim è una piccola, piccolissima frazione della cittadina di Treuenbrietzen nel Brandeburgo, a sud-est di Berlino. Conta appenda 150 abitanti, eppure è su tutte le bocche di governatori e Stati, interessati a raggiungere l'indipendenza energetica attraverso fonti di energia rinnovabile. Per i giapponesi, la cui politica energetica è diventata vertiginosamente più green dopo il disastro nucleare di Fukushima, è addirittura diventata meta di viaggi e oggetto di studi. 

La frazione di Feldheim, a sud-est di Berlino, conta appena 150 abitanti

(La frazione di Feldheim, a sud-est di Berlino, conta appena 150 abitanti)

La storia verde di Feldheim ha inizio ormai 24 anni fa, quando, nel 1990, si fece il primo passo verso l'indipendenza energetica di oggi: l'installazione della prima turbina eolica, che ebbe ben presto un effetto a catena sulle scelte energetiche della comunità. I forti e continui venti della regione, infatti, determinarono un successo tale che, in poco tempo, il numero delle turbine arrivò addirittura a superare quello delle abitazioni.

Arrivo, poi, il nuovo millennio e mentre i costi per l'elettricità continuavano a scendere sempre più vertiginosamente, anni dopo l'installazione delle turbine eoliche, nel 2008, i cittadini di Feldheim decisero di spendere 170000 euro per la costruzione di una centrale a biogas, che trasforma i liquami degli allevamenti e delle porcilaie e gli scarti della lavorazione del mais in 4, 3 milioni di kW di calore, utilizzati per fornire, attraverso una rete di teleriscaldamento, acqua calda per il riscaldamento di 100 famiglie (ma anche di attività produttive e aziende zootecniche). Il consumo del gas fu, così, definitivamente accantonato.

La centrale a biogas di Feldheim riscalda 100 famiglie, oltre ad attività produttive e aziende zootecniche

(La centrale a biogas di Feldheim riscalda 100 famiglie, oltre ad attività produttive e aziende zootecniche)

Dalla centrale a biogas in poi, Feldheim ha proseguito inarrestabile sul cammino dell'indipendenza energetica grazie all'approvvigionamento da fonti rinnovabili. Il passo successivo riguardò, infatti, il settore del fotovoltaico: per prima cosa, si procedette con l'installazione di impianto fotovoltaico da 2,2 MWp, realizzato al posto di una caserma dismessa e, poi, nel 2010, con un'auto-tassazione di 3000 euro a testa, per finanziare l'installazione di un impianto fotovoltaico sul tetto di ogni singola abitazione. La svolta fotovoltaica rappresentò per Feldheim il passo definitivo verso l'autosufficienza verde: controllo completo da parte dei cittadini dei prezzi dell'elettricità (fissati a livello comunitario durante una riunione), con conseguente riduzione del 30 % rispetto alla media nazionale.

Agli angoli delle strade del borgo, si è provveduto, inoltre, all'installazione di colonnine di ricarica per auto elettriche.

Dal 2010, ogni abitazione di Feldheim è dotata di un proprio impianto fotovoltaico del tetto

(Dal 2010, ogni abitazione di Feldheim è dotata di un proprio impianto fotovoltaico del tetto)

Ovviamente, perché una simile svolta energetica fosse possibile, la collaborazione dell'intera comunità si è rivelata indispensabile. Vige, infatti, una rigida regolamentazione dei consumi elettrici, che prevede sanzioni particolarmente alte per chi, nella comunità, sprechi più energia di quella necessaria a soddisfare il proprio fabbisogno energetico.

Per ora, il prossimo passo degli ecosostenibili cittadini di Feldheim sembra quello di far crescere ulteriormente la propria economia, sviluppando il settore del turismo sostenibile. Le visite al borgo sono, infatti, in crescente aumento e non si tratta solo di turisti curiosi e, magari, interessati a una svolta energetica, ma anche di governi e amministrazioni locali (tra cui, come accennavamo all'inizio, spiccano le numerose delegazioni giapponesi.

AutoreDott.ssa Morena Deriu

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